Campi An riproporrà sui banchi del Consiglio comunale la discussione
Adottiamo direttive per prevenire il mobbing
Un anno fa aveva segnalato un caso all’interno del Comune

 

Campi. La questione del mobbing prende forza fino ad arrivare sui banchi del consiglio comunale campigiano. Dopo l’iniziativa svoltasi la settimana scorsa presso il circolo Mcl Santa Maria, dedicata, appunto, a quella particolare forma di terrore psicologico esercitato sul posto di lavoro da colleghi e superiori e chiamato mobbing il problema è stato risollevato dal gruppo consiliare di Alleanza nazionale che ha presentato un ordine del giorno in consiglio comunale per impegnare il Sindaco “ad istruire ed emanare precise ed inequivocabili direttive finalizzate a sensibilizzate il personale e i dirigenti a tutti i livelli, per evidenziare e prevenire comportamenti ingiustamente autoritari che possono colpire il personale più sensibile”. Già l’anno scorso An si era mobilitata sulla questione con un ordine del giorno che però fu respinto dal consiglio comunale campigiano. “Superando alcuni episodi avvenuti tra i dipendenti del Comune che hanno suscitato non poche polemiche – spiega il consigliere di An Roberto Valerio – il grave fenomeno denominato mobbing va considerato con estrema serietà anche presso il nostro Comune”.
Negli ultimi tempi la discussione sul fenomeno ha preso campo coinvolgendo diversi soggetti, dai sindacati alle associazioni industriali. Sono stati diversi, inoltre, i ricorsi sulla questione valutati positivamente anche dalla magistratura ed alcune stime riportano che in Italia sono circa un milione di lavoratori colpiti da questo grave fenomeno.
“Il mobbing – spiega Valerio – è più diffuso di quanto si pensi e spero che i tempi siano maturi per approvare l’ordine del giorno che un anno fa fu irresponsabilmente respinto. Alleanza Nazionale – continua Valerio – porta l’argomento in consiglio comunale in termini propositivi e preventivi, saranno il consiglio ed il Sindaco a decidere quanta considerazione dare all’argomento”.
 
Fonte: “IL CORRIERE DI FIRENZE” del 20 settembre 2003
 
 
 
 

Campi: Contro possibili vessazioni e maltrattamenti fra dipendenti e dipendenti. An chiede a sindaco e consiglieri di valutare il da farsi.

"Mobbing” in Comune: Alleanza Nazionale porta il dibattito in consiglio.

 

Mobbing: se ne riparla in consiglio comunale con Alleanza Nazionale che dice “Ora i tempi, sono maturi …”. Dopo l’iniziativa sul mobbing (la campagna di vessazioni e “maltrattamenti”, psicologici che viene attuata nei posti di lavoro a causa di colleghi “indesiderati”, un fenomeno sempre più diffuso in Italia e  all’estero e condannato dalla Legge) che si è svolta al circolo Mcl di Santa Maria nei giorni scorsi, il gruppo di Alleanza Nazionale riporta l’argomento in consiglio. Lo scorso anno i consiglieri Roberto Valerio e Francesco Giovannoni avevano presentato un ordine del giorno che però fu respinto dalla maggioranza. “Superando alcuni episodi – spiega Roberto Valerio – avvenuti tra i dipendenti del Comune che hanno suscitato non poche polemiche, il grave fenomeno del mobbing va considerato con estrema serietà anche presso il nostro Comune. Alleanza Nazionale porta l’argomento in termini propositivi e preventivi, sarà il consiglio ed il sindaco a decidere quanta considerazione dare all’argomento. Il mobbing è più diffuso di quanto si pensi, ma la cosa ancora più grave e che a farne le spese non è soltanto il soggetto preso di “mira”, ma l’intero nucleo familiare, il cosiddetto doppio - mobbing, i responsabili non sempre s’identificano e riescono, il più delle volte, a farla franca.

Con direttive precise ed inequivocabili, le cose, potrebbero cambiare notevolmente nei confronti di questi individui”.

 

Fonte: "LA NAZIONE" – FIRENZE – del 23 settembre 2003

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Gruppo Consiliare

 

 

ORDINE DEL GIORNO

 

 

OGGETTO:  "MOBBING" - Direttive finalizzate a prevenire, contrastare e reprimere atti vessatori e soprusi nei confronti di tutto il  personale dipendente.

 

Il Consiglio Comunale di Campi Bisenzio

 

·        Premesso che, il fenomeno del "mobbing", ossia atti e comportamenti vessatori posti in essere non solo dal personale dirigente ma anche da colleghi di lavoro che possono arrecare danni rilevanti alla condizione psicofisica del personale che ne è vittima, è in continuo aumento nel territorio nazionale, toccando vette del 55% proprio tra il personale del pubblico impiego.

·        Tenendo conto che stime accertate stabiliscono che oltre un milione di lavoratori sono colpiti dal grave fenomeno, che si ripercuote conseguentemente a danno dell'Amministrazione e delle proprie famiglie, quest'ultimo ora identificato come "doppio mobbing".

·        Considerando inoltre che la magistratura ha già cominciato a valutare positivamente ricorsi in merito alla questione, mentre la legislazione è evolutivamente orientata a considerare la violenza psicologica alla stregua di quella fisica.

·        Tenuto conto che il principio della prevenzione va sempre agevolato e sostenuto in ogni forma ed iniziativa, a maggior ragione quando si tratta di personale dipendente  che va considerato con la massima enfasi.

 

IMPEGNA IL SINDACO

 

 

Di incaricare il Direttore Generale ad istruire ed emanare precise ed inequivocabili direttive finalizzate a sensibilizzare il personale e i dirigenti a tutti i livelli, affinché evitino e prevengano comportamenti ingiustamente ed immotivatamente autoritari, che possono colpire il personale più sensibile, nella considerazione, che la serenità nel comportamento nulla sottrae alla validità dell’azione di dirigere il personale, ma, anzi, tutto aggiunge allo spirito di coesione che deve animare tutti i dipendenti.

 

Campi Bisenzio 24/09/03

 

VALERIO Roberto        

GIOVANNONI Francesco

 

 

 

OLTRE UN ANNO FA'...

 

 

AL MARESCIALLO LA SOLIDARIETA’ DI DUE CONSIGLIERI

 

“Gaetano Campisi è un nostro concittadino e come tale gli offriamo la nostra solidarietà”. Questo è quanto hanno dichiarato Quintilio Cherubini, vicepresidente del consiglio comunale di Campi Bisenzio, e Roberto Valerio, consigliere comunale campigiano di An e delegato Cocer interforze, riguardo al caso Gaetano Campisi, maresciallo capo dell’Arma dei Carabinieri. Insieme a loro anche l’avvocato milanese Marco Rezzonico, difensore del maresciallo, e Giovanni Barone, delegato nazionale dell’Unac (Unione nazionale carabinieri), che segue il caso e assiste il maresciallo nella sua battaglia. La storia di Gaetano Campisi, 50 anni, siciliano ma residente a Campi, nell’Arma da trent’anni, inizia vari anni fa con un trasferimento: parzialmente abile al lavoro per una malattia riconosciuta come causa di servizio, il maresciallo, che ha dovuto “lasciare la strada per la scrivania”, svolge servizio al Comando generale dei Carabinieri di Firenze, quando improvvisamente viene trasferito, per una presunta incompatibilità ambientale, all’ufficio ricezione denunce di Borgognissanti, Il nuovo incarico però, causa turni di lavoro, non è compatibile con il suo stato di salute, e Campisi lo fa presente ai superiori, senza nessun risultato. Il maresciallo ricorre allora al Tar che gli dà ragione ma il Comando lo trasferisce alla contabilità, settore che il maresciallo non conosce. Nuovo ricorso al Tar, stessa sentenza ma anche stesso esito: Campisi non ritorna al suo vecchio ufficio. Ai primi di settembre del 2001 il maresciallo viene ricoverato all’ospedale, ma è presto dimesso. Torna al lavoro ma resta stupito dall’assenza sulla scrivania dei suoi oggetti. Chiede informazioni e gli viene detto soltanto di presentarsi in infermeria e di consegnare la sua arma. Il maresciallo non capisce il motivo e continua a chiedere spiegazioni e giustizia. Nel frattempo le sue condizioni di salute sono peggiorate mentre la situazione non è cambiata. “Le continue vessazioni di cui è stato oggetto –spiega l’avvocato Rezzonico – hanno portato Campisi verso uno stato di ‘ansia da conflittualità e di prostrazione che hanno aggravato il suo stato di salute, mentre la voglia di giustizia ha minato la sua posizione all’interno dell’Arma e lo ha emarginato. A questo punto non resta altro che intentare un procedimento civile contro i singoli rappresentanti della vicenda”. Intanto l’Unac ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica e Roberto Valerio intende inviare una missiva al Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri.