Il video. In tutto si tratta di 23 minuti girati tra Giappone, Iraq, Italia e Stati uniti e legati da un unico filo conduttore: documentare i danni provocati dall'utilizzo dell'uranio impoverito. L'operatore gira tra le abitazioni colpite dai missili, si ferma presso le carcasse di mezzi militari distrutti, interroga civili e soldati. E ogni volta misura, contatore geiger alla mano, la quantità di radiazioni presenti nelle zona. Il risultato è sempre lo stesso: la lancetta dello strumento comincia a muoversi fino a impennarsi. Una scena che si ripete nei pressi della base italiana a Nassiriya, in cui la presenza di uranio impoverito viene smentita dal portavoce della base, ma che diventa paradossale quando a negare l'uso del «metallo del disonore» è un soldato giapponese con il bossolo di un proiettile all'uranio impoverito a poca distanza dai piedi. Più drammatiche di tutte sono però le immagini che documentano gli affetti delle pallottole sui civili. Nel filmato si vedono bambini iracheni deformati dalla radiazioni, ma anche i figli dei reduci americani.
I soldati malati. Parlando l'anno scorso davanti alla Commissione di inchiesta
del senato, il ministro Martino ha sempre smentito l'uso di munizioni radioattive:
«I nostri militari impegnati all'estero - disse - non corrono alcun pericolo
per l'uranio impoverito: non lo usano loro e neanche i militari di altri paesi
che collaborano con loro». Eppure i soldati che ammalano di tumore una
volta tornati a casa aumentano. Degli ultimi 15 denunciati dall'Osservatorio
Militare, tre hanno compiuto missioni in Afghanistan e Iraq, uno soltanto in
Iraq, mentre tutti gli altri hanno avuto esperienze nei Balcani prima di essere
inviati a Nassiriya. Tra le patologie riscontrate, ci sarebbero almeno tre casi
di tumore ai testicoli e un caso di tumore allo stomaco. In Iraq, denuncia Domenico
Leggiero, dell'Osservatorio Militare, «oltre al fosforo bianco è
stato usato anche l'uranio impoverito e l'esperienza dei Balcani non è
servita a maturare le coscienze dei vertici militari: tumori ai testicoli, alla
tiroide e linfomi di ogni tipo sono l'eredità che l'impiego in Iraq ci
sta lasciando».