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Non solo i 4
elicotteristi si lamentavano
della sicurezza di quei
mezzi |
Non erano solo loro
a dire che su quegli elicotteri usati in Iraq non tutto
funzionava alla perfezione. Non lo sostenevano solo i quattro
elicotteristi, ora accusati di ammutinamento, che i sistemi di
difesa dei ch47 Chinook avevano dei problemi urgenti da
risolvere. Come dimostrano alcuni documenti che il tg5 è in
grado di mostrarvi anche i vertici dello stato maggiore
muovevano dei rilievi a quel sistema di autoprotezione messo
sotto accusa dai 4 piloti ora nell'occhio del ciclone. E
chiedevano di intervenire con urgenza. Un primo documento è
del 3 dicembre, lo stesso giorno in cui gli elicotteristi,
dopo aver volato, esprimono ai comandanti le loro
preoccupazioni. L'ufficio logistico del primo reggimento
scrive ai superiori del comando aviazione per rilevare che la
capacità operativa di quel sistema - il chaff and flare, che
permette di disorientare eventuali missili lanciati da mezzi
nemici, può essere migliorata. E si chiede di intraprendere
con l'urgenza dovuta le azioni ritenute necessarie. Un appello
che non cade nel vuoto, anzi. Sei giorni dopo il comando stila
un dettagliato documento che rileva tre precise anomalie sui
lati dell'elicottero. "Primo: la lunghezza del cavo di
collegamento del pulsante che aziona il sistema posteriore è
troppo corto, insufficiente a consentirne l'agevole utilizzo
da parte del mitragliere posteriore. Lo stesso mitragliere,
leggiamo, non ha la possibilità di osservare correttamente
tutto il settore sinistro dell'elicottero, dove ha il compito
di rilevare eventuali minacce nemiche. Il terzo mitragliere,
quello anteriore sinistro, non ha nessun pulsante, e deve
quindi farlo azionare da un collega o dal pilota. Lo stato
maggiore propone quindi a reparto e ispettorato logistico di
attivare urgentemente la ditta Agusta, che ha installato gli
armamenti, di apportare alcune modifiche: prolungare quel cavo
troppo corto, aggiungere un terzo pulsante per il lato
sinistro, e infine aggiungere un altro programma per coprire
il settore posteriore. Modifiche, dicono adesso i piloti
indagati, che sarebbero state apportate un paio di settimane
fa. “Non posso entrare nel merito, c'è un'inchiesta in corso”,
ci ha risposto l'ex capo di stato maggiore della difesa Mosca
Moschini nel giorno della cerimonia in cui ha lasciato
l'incarico all'ammiraglio Di Paola, per passare al comando del
comitato militare dell'Unione Europea. Ma i suggerimenti di
chi opera sul campo sono sempre ben accetti - aggiunge -
muovendo però un nuovo rimprovero indiretto ai piloti: nessun
beneficio, dice, potrà mai venire dalla contestazione fine a
se stessa, dalla critica distruttiva e dalla polemica sterile.
A anche il ministro della difesa Martino interviene: Massima
sicurezza sui nostri elicotteri”.
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