[...] Lo Stato elargisce in favore delle vittime o feriti dei militari in attività di servizio un compenso in denaro stabilito dalla legge 308 del 03.06.81 modificato con Legge n. 230 del 14.08.91. Il valore di una vita di un militare è stimato in 50.000.000 di vecchie lire, pari a 25.000 euro. Due parlamentari l'On. Ramponi (atti della commissione n. 1649) e l'On. Ruzzanti (a.c. n. 1752), avevano proposto l'aumento delle citate somme e l'estensione del beneficio ad altri appartenenti delle Forze di polizia. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, con lettera n. 13927 del 3 luglio 2003, comunicava al Presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, al Ministro della Difesa che "Il Ministero dell'Economia e delle Finanze con nota prot. n. 50712 del 23 giugno ha rappresentato di non poter verificare positivamente tale relazione, […] per l'assenza di risorse finanziarie per la copertura degli oneri indicati nel provvedimento di cui all'oggetto". Niente soldi quindi per le vittime delle Forze armate, o meglio, niente aumenti e 25.000 euro di buonuscita! Se oggi travolgiamo con l'auto un pedone, il risarcimento può sfiorare i 300.000 euro! Niente è codificato, la legge però è quella, così accade che militari deceduti percepiscono di più ed altri di meno, presumibilmente in relazione ad eventuali altri fondi costituiti dalle Forze armate. Il sospetto e che tali somme vengano distribuiti in base all'evento mediatico che essi producono. Adesso si parla di aumenti e come tutte le polemiche del giorno dopo constatiamo che occorrono i morti per avere più sicurezza, più soldi, più coscienza nel gestire la vita altrui. E devono essere risarciti ancora 10.000 militari dal 1969 ad oggi che hanno diritto al beneficio e che ancora oggi non hanno percepito una lira! BASTA CON LE IPOCRISIE.