Di seguito pubblichiamo una delibera del COIR ed una del COCER sul caso uranio. E' opportuno precisare che, nonostante la buona volontà di qualche delegato, il COCER ha fatto rispondere lo Stato Maggiore della Difesa ad una richiesta d'incontro presentata da un consulente della commissione parlamentare d'inchiesta. Lo Stato Maggiore ha risposto che l'incontro richiesto non era previsto dai regolamenti. Dai resoconti stenografici della commissione parlamentare d'inchiesta visionabili sul sito del Senato (www.senato.it, commissioni d'inchieste, commissione uranio) risulta che il presidente del comitato "Signum" (di cui fa parte anche un delegato del COCER), ha dichiarato che il COCER non è a conoscenza di nessun caso di patologie riscontrate a seguito dell'impiego dei nostri militari e non è in possesso di notizie su eventuali situazioni di pericolo.

Siamo convinti che non tutti i rappresentati condividono questa posizione ma nessuno di loro si è mai preoccupato veramente del problema. Intendiamoci, con questa rappresentanza è praticamente indifferente un loro interesse che, in ogni caso, non c'è mai stato. Siamo altrettanto certi che i problemi da affrontare dalla rappresentanza sono veramente tanti: contratti da mille e una notte, ricorsi collettivi, articoli su giornali e tante altre cose, tra le quali le missioni all'estero dei rappresentanti stessi ed i loro trasferimenti nei vari enti, senza contare poi il grande onore di scrivere "Liberi" con al penna del Colonnello tante "intelligenti" considerazioni su temi importanti quali la vendita degli alloggi oppure la necessità di allontanare i militari (quelli veri) dalla politica per lasciare spazio e vecchi generaloni o falliti scrittori tacitamente accovacciati tra le gambe del politico di turno.

Non è questa la rappresentanza che meritano i militari, non è questa la rappresentanza che potrebbe avere il carattere, la personalità e la forza di poter parlare liberamente del caso uranio impoverito.

L'Osservatorio

Delibera COIR Delibera COCER