La nostra sede diplomatica nella capitale irachena colpita da una granata
Razzo sull'ambasciata a Baghdad
 L'episodio è avvenuto ieri sera intorno alle 23.30 ora locale. Centrato il secondo piano dove ha sede la cancelleria. Non ci sono stati feriti, solo danni materiali. Stamattina l'attività è ripresa regolarmente
 

BAGHDAD, 27 NOVEMBRE 2003 - All'indomani dell'attacco contro l'ambasciata italiana a Baghdad, la nostra rappresentanza diplomatica è regolarmente operativa e tutti i funzionari hanno ripreso la loro attività. Lo hanno reso noto fonti della Farnesina. Ieri sera, intorno alle 23,30 ora locale, le 21,30 in Italia, il secondo piano dell'edificio che ospita l'ambasciata guidata da Gianludovico de Martino era stato colpito da un razzo o da un mortaio, ancora non è chiaro, provocando fortunatamente solo danni materiali. Al momento dell'attacco, nella rappresentanza c'erano pochissime persone. Il capo della missione italiana, Gianludovico de Martino di Montegiordano, non si trovava all'interno della sede diplomatica nel momento dell'esplosione. Quello di ieri sera comunque è solo l'ultimo segnale di una situazione di estrema tensione. Sei giorni fa, il 21 novembre, due carretti contenenti una batteria di una trentina di razzi erano stati ritrovati a circa 400 metri dall'edificio della nostra sede diplomatica. Allora, un funzionario dell'ambasciata aveva avanzato l'ipotesi di "un'azione dimostrativa" piuttosto che di un "tentativo di attentato fallito". Il timore per obiettivi in particolare italiani è comunque sempre vivissimo dopo il tragico attentato suicida del 12 novembre alla sede dei carabinieri di Nasiriya, costato la vita a 19 dei nostri concittadini. Nella città del sud l'allarme attentati è permanente e negli ultimi giorni ci sono state numerose segnalazioni di un eventuale pericolo. Fonti militari osservano in questi casi che vengono prese contromisure "adeguate alla minaccia". Ma anche a Baghdad il timore è perenne e giustificato; il colpo di questa notte contro l'ambasciata appare quantomeno come un'azione intimidatoria, in una situazione in cui evidentemente gli italiani sono percepiti almeno da una parte della popolazione come parte delle forze occupanti, piuttosto che come forza di pace e ricostruzione del paese.
 
 
 
ATTACCO ALL'AMBASCIATA
"E' stato un razzo"

 
ROMA, 27 NOVEMBRE 2003 - Il colpo che ha danneggiato ieri notte i locali dell'ambasciata italiana a Baghdad è del tipo Rpg, il temuto sistema terra-aria trasportabile a spalla. Lo riferisce Marina Catena, portavoce della sede diplomatica italiana nella capitale Irachena. "Si è trattato di un colpo di Rpg il cui calibro tuttavia non è ancora stato verificato", ha dichiarati catena, contattata telefonicamente da Apcom, " Il razzo ha colpito il secondo piano della nostra cancelleria. Data l'ora, gli uffici erano vuoti e dunque non c'è stato nessun ferito". Secondo quanto riferisce la portavoce dell'ambasciata, gli ignoti assalitori, prima di lanciare il razzo, avrebbero organizzato un diversivo per distrarre i militari che presidiavano la sede diplomatica: "Sembrerebbe che il razzo sia stato lanciato dopo che alcuni di armi automatiche sono stati sparati nei pressi dell'ambasciata per distrarre l'attenzione". Catena ha inoltre aggiunto: "Il livello di attenzione rimane alto le misure di sicurezza sono sempre massime, come al solito. D'altronde, contro questo tipo di attacchi poco si può fare".