COMUNICATO STAMPA REPORT
IN ONDA DOMENICA 7 MARZO
RAITRE ORE 23.20
MORIRE DI PACE
DI SABRINA GIANNINI
www.report.rai.it
Un militare può davvero morire in tempo di pace a causa
dell’uranio impoverito?
A un mese dalla morte del Caporal maggiore Melis e cinque anni dopo il primo
reportage (primo in assoluto per la televisione italiana), Report torna
sull’argomento. Cinque anni fa avevamo riportato un solo caso di denuncia,
quello della madre di Salvatore Vacca, morto di leucemia di ritorno dalla
Bosnia. Oggi sono 24 i morti per "Sindrome dei Balcani" e oltre 200 i
malati. Quasi tutti colpiti da tumori al sistema emo-linfatico. I parenti delle
vittime e due associazioni ritengono che quelle patologie siano causate dalle
missioni militari fatte all’estero, e puntano il dito sull’uso delle armi
all’uranio impoverito da parte della NATO.
La commissione medica Mandelli ha escluso una correlazione tra uranio
impoverito e tumori nei soldati. Secondo l’Osservatorio militare quella
relazione è viziata da un errore di fondo che, se fatto in cattiva fede dal
Ministero della Difesa, è da considerarsi un maldestro esempio di
insabbiamento.
Basandosi esclusivamente sui fatti e documenti e tornando sui luoghi delle
missioni in Bosnia e Kossovo, emergono le responsabilità dei vertici militari
che hanno tardivamente avvertito i nostri soldati sul reale pericolo
dell’uranio impoverito, nonostante gli americani usassero le precauzioni dal
’95. Oggi assicurano di essere adeguatamente protetti e controllati al ritorno
dalle missioni. Appunto: come tornano dalle missioni in Iraq e Afghanistan i
nostri soldati visto che inglesi e americani non hanno dichiarato dove hanno
usato le armi all’uranio impoverito? Una scoria che potrebbe uccidere anche in
Italia. La Sardegna infatti possiede numerosi poligoni militari sperimentali e
di addestramento ideali per le più raffinate armi in commercio. Tra la
popolazione dell’area circostante il poligono di Salto di Quirra (provincia di
Cagliari) c’è un’incidenza di tumori al sistema emo-linfatico di molto
superiore alla media nazionale e si tratta delle stesse neoplasie che
colpiscono i soldati di ritorno dalle missioni nei Balcani. Non ci sono prove
scientifiche. E non sono state cercate. Tutto questo mentre l’OMS dichiara non
esserci un nesso di casualità tra uranio impoverito e cancro e l’ONU, che
considera le armi all’uranio impoverito un crimine contro l’umanità.