Prot. n. 3528

 

Data _07/02/2006

 

 

A: Dott. Filippo SALTAMARTINI

Segr. SAP

 

E, pc: Membri Comm. Dif. Camera

Membri Comm. Dif. Senato

Sindacati di Polizia

Organi di stampa

 

Caro Filippo, resto costernato nel prendere atto del comunicato stampa in allegato diramato dalla Tua segreteria il 6 febbraio scorso.

 

La costernazione è dovuta al fatto che ho sempre avuto (ed avrò) grande rispetto per il sindacato che rappresenTi e dei poliziotti che ne fanno parte.

 

A dire il vero ci avevi già abituato a certi “personalismi” già dalla scorsa tornata elettorale, ci avevi già abituati a vedere una frantumazione interna del SAP pur di continuare a “mantenerne il controllo”, ma con le affermazioni riportate nel comunicato stampa, hai superato ogni limite.

Certo sono lontani i tempi in cui il SAP lottava e risultava (senza mezzucci) uno dei più seri e combattivi sindacati di settore, sono lontani i tempi in cui i Maccari ed tanti altri erano pronti a sacrificarsi per il bene e le lotte dei colleghi, avevano capito tutto ed in tempi non sospetti!

 

Si può avere una divergenza di opinione anche su temi importanti, ma non si può sacrificare l’unico strumento di tutela per il personale alle proprie esigenze o legittime ambizioni.

 

Potevi difendere l’operato del “Tuo” Governo evitando di offendere altri lavoratori che, a differenza Tua, non vogliono sacrificare la loro credibilità al solo scopo di ottenere un seggio in un ramo del Parlamento.

 

Brutta storia, caro Filippo, sono certo che tutti capiranno, dai Tuoi colleghi ai miei colleghi, dai Tuoi sponsor politici ai nostri Governanti ben lontani da logiche personali che, con quest’ultima Tua uscita, hai dimostrato di avere nel sangue.

 

Ti saluto nel confermarTi che mai penserò che le affermazioni contenute nel comunicato stampa possano mai rappresentare la voce ufficiale del Sindacato restando in attesa, con migliaia di miei colleghi, delle Tue scuse che, ne sono certo, non tarderanno ad arrivare in nome di una dignità che il Sindacato non può permettersi di perdere.

Con affetto

                                                                                                             Domenico Leggiero