IV Commissione - Giovedì 12 febbraio 2004


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ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-02772 Cima: Questioni concernenti l'uso di proiettili all'uranio impoverito nei Balcani ed in Iraq.

TESTO DELLA RISPOSTA

Prima di entrare nel merito dei quesiti posti, si ritiene utile precisare che, per quanto attiene alla ricerca condotta dall'Università di Modena, essa era già nota à questo Dicastero.
Nel merito, si rileva che la predetta Università di Modena, aveva effettuato, a suo tempo, su comunicazione dell'Osservatorio per la Tutela dei Militari, un'indagine su campioni bioptici appartenenti ad alcuni militari italiani affetti da patologie tumorali, in precedenza impiegati in area balcanica. Tale indagine, eseguita con un'innovativa metodica di microscopia elettronica a scansione ambientale, avrebbe evidenziato la presenza di nanoparticelle di elementi, anche metallici (Al, Cu, Hg, Mg), normalmente non presenti. Il deposito di tali nanoparticelle, alla luce di un'ipotesi formulata dalla medesima Università, potrebbero essersi formate in presenza di alte temperature sviluppatesi all'atto dell'impatto dei dardi contenenti DU contro le corazze dei blindati o contro calcestruzzo.
Al riguardo, sì reputa opportuno osservare, che il semplice reperto degli elementi di cui sopra nei tessuti tumorali non può di per sé necessariamente rappresentare la causa della neoplasia.
L'ipotesi avanzata, peraltro, suscita notevoli perplessità, in quanto priva dell'indispensabile metodologia statistica di supporto: la mancanza di un idoneo gruppo di controllo costituito, ad esempio, da campioni bioptici di neoplasie provenienti da pazienti con anamnesi negative per esposizioni in aree balcaniche, oppure da cellule di soggetti sani, costituisce un elemento di inaffidabilità.
A riprova di ciò, quanto viene affermato non ha trovato, sino ad ora, riscontro in alcuna pubblicazione scientifica recensita a livello nazionale ed internazionale.
Per quanto, invece, concerne, la notizia circa il presunto uso di proiettili contenenti uranio impoverito in Iraq, si evidenzia che, già in sede di predisposizioni per l'immissione del Contingente italiano in Iraq era stata inoltrata specifica richiesta al comando Centrale USA di Tampa per acquisire elementi di informazione proprio sull'eventuale impiego dei predetti proiettili.
Relativamente al quesito posto dall'interrogante, circa le ulteriori verifiche eseguite riguardanti i militari presi in esame dalla Commissione Mandelli, si rappresenta che da gennaio 2001, sentito il parere del Prof. Franco Mandelli, è stato definito il protocollo di monitoraggio sanitario per il personale militare e civile della Difesa impiegato in Bosnia e Kosovo, così come definito all'articolo 4-bis della legge n. 27 del 28 febbraio 2001, di conversione del DL n. 393, datato 29 dicembre 2000.
Tale protocollo prevede che il suddetto personale sia sottoposto ad una visita medica e ad un pannello di indagini laboratoristiche eseguite preliminarmente all'impiego in quelle aree e successivamente al rientro con cadenza periodica per la durata di cinque anni. In particolare, nei primi tre anni con cadenza quadrimestrale e nel successivo biennio con frequenza annuale.


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Tale monitoraggio ha trovato attuazione a tutela del personale in servizio, impiegato nei territori di Bosnia e Kosovo a far data dal 1o agosto 1994, a cura delle strutture della sanità Militare sin dal 2001.
Per i militari nel frattempo congedati, l'effettuazione del monitoraggio è stata condizionata dalla promulgazione di un decreto Interministeriale, previsto ai sensi dell'articolo 4-bis della stessa legge, che ha visto la luce il 22 ottobre 2002. Tale decreto ha identificato modalità e responsabilità all'interno del SSN per la messa in atto dell'iniziativa.
Si rappresenta, inoltre, che mentre il controllo sanitario preliminare e successivo all'impiego in area di operazioni, essendo finalizzato anche ad una verifica di idoneità, non è eludibile da parte dei singoli interessati, i successivi accertamenti periodici, avendo finalità esclusivamente preventiva, sono da intendersi vincolati ad una espressione di consenso informato.
Infine, si deve rimarcare come il protocollo di monitoraggio debba intendersi applicato al solo personale in servizio anche in ragione di impieghi operativi in aree diverse della Bosnia e Kosovo con periodicità di effettuazione annuale, per almeno cinque anni a far data dall'ultimo rientro in Patria.
Pertanto, tale controllo viene eseguito anche ai militari che abbiano operato e/o operino in Afghanistan e in Iraq.
In relazione al quesito sulle misure applicate a difesa della salute dei militari impiegati in Iraq, si rileva che per fronteggiare un'eventuale minaccia Nucleare, Biologica, Chimica e Radiologica sono state appositamente diramate specifiche disposizioni circa i principali aspetti cautelativi e operativi da adottare per la salvaguardia della salute del personale, in fase di schieramento iniziale ed in fase di condotta dell'Operazione.
In particolare, tutto il personale inviato in missione:
è stato sottoposto alla prescritta profilassi sanitaria per l'area di impiego, secondo specifici protocolli ed all'indottrinamento sui rischi radiologici, biologici e chimici e contro il pericolo di contaminazione da polveri di uranio impoverito mediante inalazione o ingestione;
è stato oggetto di divieto assoluto di avvicinamento a residuati ed infrastrutture ove si siano svolti combattimenti, nonché di raccolta e di conservazione di materiale e munizionamento eventualmente rinvenuto.

In particolare, in fase di schieramento dell'Advanced Party (giugno 2003), i primi rilevamenti chimici e radiologici effettuati sull'ambiente riportavano esiti negativi. Inoltre, gli assetti NBC schierati assicurano il continuo monitoraggio della situazione ambientale dei siti di interesse del Contingente.
Al riguardo, inoltre, si evidenzia che il Comando del contingente italiano in Iraq redige relazioni NBC mensili, riassuntive degli interventi effettuati in Teatro Operativo, dalle quali non sono emerse problematiche di particolare preoccupazione.
Inoltre, l'Università di Siena - Dip. Scienze ambientali, è stata autorizzata a ricevere campionamenti ambientali (acque dell'Eufrate, matrici ambientali, eccetera), prelevati in Teatro Operativo dalla componente NBC schierata, al fine di condurre sugli stessi studi e verifiche per i propri fini di Istituto.
Il CISAM (Centro Interforze Studi e Applicazioni Militari) ha effettuato controlli radiologici ed osservazioni ambientali nelle aree dei «compounds» denominati «White horse» e «Family quarters» situate a sud ovest di Nassiryah, sedi del contingente italiano in Iraq.
Nelle aree all'aperto sottoposte a controlli radiologici la sensibilità della strumentazione impiegata ha consentito di valutare che l'esposizione del personale non ha valori superiori a quella dovuta al fondo naturale. I campioni ambientali prelevati sono ancora all'esame del CISAM.
Le osservazioni preliminari effettuate all'interno dei due siti non hanno evidenziato particolari condizioni di rischio ambientale in una situazione di normale


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funzionamento della vicina raffineria e della centrale elettrica.
L'equipaggiamento anti-NBC (Maschera anti-NBC, guanti, dosimetro, ecc.) in dotazione al personale schierato in ogni Teatro Operativo è del tipo standard, in particolare:
il personale schierato in Iraq, è stato dotato di dosimetro individuale per la rilevazione in tempo reale di eventuali radiazioni in area;
viene impiegato il veicolo Blindato da Ricognizione (VBR), di recente acquisizione, particolarmente attrezzato per la rilevazione NBC sul campo.

Inoltre, è stato predisposto un protocollo scientifico e operativo per l'effettuazione di un monitoraggio (urinario) su tutto il personale impiegato in Iraq nell'operazione «Antica Babilonia».
Quanto sopra esposto indica con chiarezza l'attenzione che il Dicastero della Difesa dedica alla delicatissima problematica della salute dei militari impiegati in operazioni multinazionali all'estero; sono comunque allo studio ulteriori iniziative di carattere medico-scientifico tese a verificare eventuali altri campi di indagine o di monitoraggio atti a fornire elementi utili per una valutazione clinica finalizzata alla prevenzione di gravi patologie.


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