Interrogazione n. 5-02772 Cima: Questioni concernenti l'uso di proiettili all'uranio impoverito nei Balcani ed in Iraq.
Prima di entrare nel merito dei quesiti posti, si ritiene utile precisare
che, per quanto attiene alla ricerca condotta dall'Università di Modena, essa
era già nota à questo Dicastero.
Nel merito, si rileva che la predetta
Università di Modena, aveva effettuato, a suo tempo, su comunicazione
dell'Osservatorio per la Tutela dei Militari, un'indagine su campioni bioptici
appartenenti ad alcuni militari italiani affetti da patologie tumorali, in
precedenza impiegati in area balcanica. Tale indagine, eseguita con
un'innovativa metodica di microscopia elettronica a scansione ambientale,
avrebbe evidenziato la presenza di nanoparticelle di elementi, anche metallici
(Al, Cu, Hg, Mg), normalmente non presenti. Il deposito di tali nanoparticelle,
alla luce di un'ipotesi formulata dalla medesima Università, potrebbero essersi
formate in presenza di alte temperature sviluppatesi all'atto dell'impatto dei
dardi contenenti DU contro le corazze dei blindati o contro calcestruzzo.
Al
riguardo, sì reputa opportuno osservare, che il semplice reperto degli elementi
di cui sopra nei tessuti tumorali non può di per sé necessariamente
rappresentare la causa della neoplasia.
L'ipotesi avanzata, peraltro,
suscita notevoli perplessità, in quanto priva dell'indispensabile metodologia
statistica di supporto: la mancanza di un idoneo gruppo di controllo costituito,
ad esempio, da campioni bioptici di neoplasie provenienti da pazienti con
anamnesi negative per esposizioni in aree balcaniche, oppure da cellule di
soggetti sani, costituisce un elemento di inaffidabilità.
A riprova di ciò,
quanto viene affermato non ha trovato, sino ad ora, riscontro in alcuna
pubblicazione scientifica recensita a livello nazionale ed internazionale.
Per quanto, invece, concerne, la notizia circa il presunto uso di proiettili
contenenti uranio impoverito in Iraq, si evidenzia che, già in sede di
predisposizioni per l'immissione del Contingente italiano in Iraq era stata
inoltrata specifica richiesta al comando Centrale USA di Tampa per acquisire
elementi di informazione proprio sull'eventuale impiego dei predetti proiettili.
Relativamente al quesito posto dall'interrogante, circa le ulteriori
verifiche eseguite riguardanti i militari presi in esame dalla Commissione
Mandelli, si rappresenta che da gennaio 2001, sentito il parere del Prof. Franco
Mandelli, è stato definito il protocollo di monitoraggio sanitario per il
personale militare e civile della Difesa impiegato in Bosnia e Kosovo, così come
definito all'articolo 4-bis della legge n. 27 del 28 febbraio 2001, di
conversione del DL n. 393, datato 29 dicembre 2000.
Tale protocollo prevede
che il suddetto personale sia sottoposto ad una visita medica e ad un pannello
di indagini laboratoristiche eseguite preliminarmente all'impiego in quelle aree
e successivamente al rientro con cadenza periodica per la durata di cinque anni.
In particolare, nei primi tre anni con cadenza quadrimestrale e nel successivo
biennio con frequenza annuale.
Tale monitoraggio ha trovato attuazione a tutela del personale in
servizio, impiegato nei territori di Bosnia e Kosovo a far data dal
1o agosto 1994, a cura delle strutture della sanità Militare sin dal
2001.
Per i militari nel frattempo congedati, l'effettuazione del
monitoraggio è stata condizionata dalla promulgazione di un decreto
Interministeriale, previsto ai sensi dell'articolo 4-bis della stessa
legge, che ha visto la luce il 22 ottobre 2002. Tale decreto ha identificato
modalità e responsabilità all'interno del SSN per la messa in atto
dell'iniziativa.
Si rappresenta, inoltre, che mentre il controllo sanitario
preliminare e successivo all'impiego in area di operazioni, essendo finalizzato
anche ad una verifica di idoneità, non è eludibile da parte dei singoli
interessati, i successivi accertamenti periodici, avendo finalità esclusivamente
preventiva, sono da intendersi vincolati ad una espressione di consenso
informato.
Infine, si deve rimarcare come il protocollo di monitoraggio
debba intendersi applicato al solo personale in servizio anche in ragione di
impieghi operativi in aree diverse della Bosnia e Kosovo con periodicità di
effettuazione annuale, per almeno cinque anni a far data dall'ultimo rientro in
Patria.
Pertanto, tale controllo viene eseguito anche ai militari che
abbiano operato e/o operino in Afghanistan e in Iraq.
In relazione al
quesito sulle misure applicate a difesa della salute dei militari impiegati in
Iraq, si rileva che per fronteggiare un'eventuale minaccia Nucleare, Biologica,
Chimica e Radiologica sono state appositamente diramate specifiche disposizioni
circa i principali aspetti cautelativi e operativi da adottare per la
salvaguardia della salute del personale, in fase di schieramento iniziale ed in
fase di condotta dell'Operazione.
In particolare, tutto il personale inviato
in missione:
è stato sottoposto alla prescritta profilassi sanitaria per
l'area di impiego, secondo specifici protocolli ed all'indottrinamento sui
rischi radiologici, biologici e chimici e contro il pericolo di contaminazione
da polveri di uranio impoverito mediante inalazione o ingestione;
è stato
oggetto di divieto assoluto di avvicinamento a residuati ed infrastrutture ove
si siano svolti combattimenti, nonché di raccolta e di conservazione di
materiale e munizionamento eventualmente rinvenuto.
In particolare, in fase di schieramento dell'Advanced Party (giugno 2003), i
primi rilevamenti chimici e radiologici effettuati sull'ambiente riportavano
esiti negativi. Inoltre, gli assetti NBC schierati assicurano il continuo
monitoraggio della situazione ambientale dei siti di interesse del Contingente.
Al riguardo, inoltre, si evidenzia che il Comando del contingente italiano
in Iraq redige relazioni NBC mensili, riassuntive degli interventi effettuati in
Teatro Operativo, dalle quali non sono emerse problematiche di particolare
preoccupazione.
Inoltre, l'Università di Siena - Dip. Scienze ambientali, è
stata autorizzata a ricevere campionamenti ambientali (acque dell'Eufrate,
matrici ambientali, eccetera), prelevati in Teatro Operativo dalla componente
NBC schierata, al fine di condurre sugli stessi studi e verifiche per i propri
fini di Istituto.
Il CISAM (Centro Interforze Studi e Applicazioni Militari)
ha effettuato controlli radiologici ed osservazioni ambientali nelle aree dei
«compounds» denominati «White horse» e «Family quarters» situate a sud ovest di
Nassiryah, sedi del contingente italiano in Iraq.
Nelle aree all'aperto
sottoposte a controlli radiologici la sensibilità della strumentazione impiegata
ha consentito di valutare che l'esposizione del personale non ha valori
superiori a quella dovuta al fondo naturale. I campioni ambientali prelevati
sono ancora all'esame del CISAM.
Le osservazioni preliminari effettuate
all'interno dei due siti non hanno evidenziato particolari condizioni di rischio
ambientale in una situazione di normale
funzionamento della vicina raffineria e della centrale elettrica.
L'equipaggiamento anti-NBC (Maschera anti-NBC, guanti, dosimetro, ecc.) in
dotazione al personale schierato in ogni Teatro Operativo è del tipo standard,
in particolare:
il personale schierato in Iraq, è stato dotato di dosimetro
individuale per la rilevazione in tempo reale di eventuali radiazioni in area;
viene impiegato il veicolo Blindato da Ricognizione (VBR), di recente
acquisizione, particolarmente attrezzato per la rilevazione NBC sul campo.
Inoltre, è stato predisposto un protocollo scientifico e operativo per
l'effettuazione di un monitoraggio (urinario) su tutto il personale impiegato in
Iraq nell'operazione «Antica Babilonia».
Quanto sopra esposto indica con
chiarezza l'attenzione che il Dicastero della Difesa dedica alla delicatissima
problematica della salute dei militari impiegati in operazioni multinazionali
all'estero; sono comunque allo studio ulteriori iniziative di carattere
medico-scientifico tese a verificare eventuali altri campi di indagine o di
monitoraggio atti a fornire elementi utili per una valutazione clinica
finalizzata alla prevenzione di gravi patologie.