Soldati italiani a Nassiriya
 
GUERRIGLIA IN IRAQ DELLE MILIZIE DI AL SADR
Nassiriya: scontri tra sciiti e bersaglieri italiani
 
Dodici bersaglieri del contingente italiano in Iraq sono rimasti feriti, in modo non grave, in scontri a fuoco a Nassiriya. I soldati italiani hanno affrontato i miliziani del leader religioso radicale sciita Moqtada Sadr. 15 civili sono rimasti uccisi, secondo testimoni citati dalla Reuters, mentre due membri della milizia di Sadr sarebbero stati feriti.

Scontri a fuoco sono avvenuti questa notte a Nassiriya (sud dell'Iraq) tra miliziani del leader religioso radicale sciita Moqtada Sadr e soldati italiani: undici bersaglieri italiani sono rimasti feriti anche se in maniera non grave, mentre 4 veicoli militari italiani sono stati incendiati. Da parte irachena le vittime sarebbero almeno quindici.
Lo scambio di colpi di arma da fuoco è iniziato attorno alle 04:00 locali, le 02:00 in Italia, ed è proseguito anche questa mattina.

AZIONE DI FORZA DA PARTE DEI MILITARI ITALIANI
I miliziani di Moqtada Sadr controllavano infatti ancora in parte le strade della città dove si trova il quartier generale delle forze italiane.
«In città c'erano ancora gruppi di rivoltosi che non avevano aderito all'invito di lasciare liberi i ponti, dove si erano asserragliati. C'è stata dunque un'azione di forza da parte dei militari italiani finalizzata a ripristinare l'ordine e la legalità», ha detto il colonnello Giuseppe Perrone, portavoce del contingente.
L'operazione, scattata alle prime luci dell'alba, è ancora in corso, ed è stata condotta dagli uomini dell'Undicesimo Reggimento Bersaglieri. Si tratta della Task Force Eleven, distaccato presso la base di White Horse. Ci sono stati scontri tra i militari italiani e gli iracheni («alcune centinaia di persone») durante i quali «sei bersaglieri sono rimasti leggermente feriti - ha detto Perrone - da colpi di arma da fuoco».
Ancora nessuna informazione precisa, invece, sulle eventuali vittime tra i civili. I bersaglieri feriti sono stati tutti trasportati all'ospedale da campo italiano e le loro condizioni non destano preoccupazioni.

OPERAZIONE ALL'ALBA
L'operazione è iniziata stamane all'alba, intorno alle 04.00 ora locale, ed è partita dalla base della task force Eleven e vi hanno partecipato circa 500 militari italiani.
L'intervento, raccontano fonti militari, si è reso necessario per ripristinare l'ordine pubblico in città e riprendere la normale attività gravemente compromessa dall'occupazione dei tre ponti su l'Eufrate che consentono lo spostamento tra un quartiere e l'altro.
I bersaglieri al loro arrivo nella zona del fiume sono stati fatto segno da numerosi colpi di arma da fuoco ed hanno risposto con le armi in dotazione provocando il ritiro dei rivoltosi, almeno di quelli armati perchè manifestazioni pacifiche continuano ancora nel centro della città.
Tra gli italiani i 6 bersaglieri feriti presentano per lo più contusioni e lacerazioni dovute alle schegge mentre uno ha riportato una ferita al polpaccio, uno al gluteo e un altro al piede.
A Nassiriya il 12 novembre scorso furono uccisi con un veicolo-bomba 19 italiani (12 carabinieri, cinque soldati dell'esercito e due civili).

GLI USA STANNO VALUTANDO SE INVIARE PIÙ TRUPPE IN IRAQ
Il generale John Abizaid, responsabile delle forze americane in Iraq, ha chiesto al Pentagono di potere considerare nelle prossime 48 ore l'opzione dell'invio in Iraq di più truppe. Lo ha annunciato la Cnn.
L'avvicendamento delle forze in Iraq, attualmente in corso, doveva portare a una riduzione a circa 110 mila unità del contingente americano: un livello che Abizaid si chiede se sia sufficiente, di fronte alla piaga dell'insurrezione non più solo sunnita, ma anche sciita.

MANDATO D'ARRESTO CONTRO IL LEADER SCIITA MOQTADA SADR
Una fonte americana ha annunciato che un mandato d'arresto è stato emesso contro il leader radicale sciita Moqtada Sadr, bollato come 'fuorileggè dal responsabile civile americano in Iraq, Paul Bremer. Il mandato di arresto contro Moqtada al Sadr è stato emesso da un giudice iracheno "parecchi mesi fa" per l'omicidio di un altro religioso sciita. Lo ha precisato il portavoce dell'Autorità provvisoria a Baghdad, Dan Senor in una conferenza stampa trasmessa in diretta televisiva dalla capitale irachena. Il portavoce non ha voluto rivelare il nome del giudice iracheno, nè quando e come l'arresto avverrà.

PORTAVOCE MOQTADA SADR: NON LO PRENDERANNO MAI
Il portavoce del leader radicale sciita Moqtada Sadr, obiettivo di un mandato d'arresto da parte della coalizione che occupa l'Iraq, ha risposto che Sadr "non sarà mai catturato". "Non sarà mai arrestato, noi non permetteremo mai il suo arresto nè da parte degli americani, nè dei britannici, nè di nessun altro", ha detto all'agenzia France Presse Hazem al Araji, responsabile dell'ufficio di Moqtada Sadr a Kadhimiya, un quartiere sciita della capitale irachena Baghdad.
 
Fonte: PANORAMA 06/04/2004