Sul sequestro dell'imam cala il segreto di Stato
Il parere del responsabile dell'Osservatore militare italiano
Milano. «L'inchiesta condotta dalla magistratura milanese sul sequestro
dell'imam egiziano Abu Omar è destinata a non proseguire perché
si blocca automaticamente se coinvolge agenti del Sismi che si appellano al
segreto di Stato loro imposto...».
A parlare è Domenico Leggiero, responsabile dell'Osservatorio militare,
al quale ci siamo rivolti per chiedere spiegazioni in merito agli sviluppi dell'inchiesta
condotta dal procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro e che rischia di
coinvolgere anche i nostri 007. Nei giorni scorsi il ministro della Difesa Antonio
Martino aveva sostenuto che è proibito rivelare notizie coperte dal segreto.
A questo proposito Leggiero spiega: «Il ministro Antonio Martino, esattamente
come i suoi predecessori, non si è adoperato per far cambiare il sistema
difesa. Ci sono dei vincoli. Una volta si definivano "protocolli segreti
della Nato" , che sono poi i rapporti e le convenzioni da rispettare in
determinate situazioni. Gli agenti dei nostri servizi segreti sono abituati
ad appellarsi al segreto di Stato e nessun ministro della Difesa ha mai avuto
la forza o il coraggio di cambiare o rivedere questi determinati rapporti che
riguardano il passato e che sono diventati intoccabili».
Si può togliere il segreto di Stato?. «Sì, basta fare delle
riforme. Questi segreti sono tutelati da accordi internazionali presi immediatamente
dopo la seconda guerra mondiale perché ce n'era bisogno. I protocolli
di carattere militare vengono normalmente aggiornati e rivisti. Tanti ne sono
già stati aggiornati e rivisti in materia di disarmamenti e di altra
natura. Allora perché non andare a rivedere anche i protocolli di queste
forme di collaborazione internazionale? Le novità in materia vengono
proposte e approvate dal Parlamento».
E' vero che il maresciallo dei carabinieri del Ros coinvolto nell'inchiesta
sul sequestro di Abu Omar non doveva parlare davanti ai giudici che lo hanno
convocato a palazzo di giustizia? «Se le notizie sono coperte dal segreto
di Stato non si devono rivelare a nessuno. L'ordinamento giuridico punisce tanto
chi rivela notizie coperte dal segreto, quanto quelli di chi tenti di procurarsele
o se le procuri. Il sottufficiale in questione potrebbe quindi ritrovarsi al
centro di un'inchiesta condotta dalla procura militare».
Un agente dei servizi segreti può anche rifiutarsi di parlare davanti
ai giudici? «Un agente dei nostri servizi segreti si può appellare
al segreto di Stato. Perché mai gli agenti dei servizi segreti dovrebbero
parlare, quando sono tutelati se stanno zitti? La magistratura interviene su
una vicenda e conduce un'inchiesta che si blocca davanti al segreto di Stato
che può essere superato solo dalle Commissioni parlamentari d'inchiesta
o da commissioni speciali».
Sulla vicenda relativa alla fuga di notizie del caso giudiziario sul sequestro
di Abu Omar interviene anche il vicepresidente della Commissione europea e commissario
alla Giustizia Franco Frattini che commenta: «Sono sconcertato dalla fuga
di notizie su un'inchiesta della magistratura che è segreta. I magistrati
devono svolgere l'inchiesta. Questa è una vicenda da sottrarre totalmente
alla fughe di notizie. Io sono un sostenitore di Europol, ma non credo che l'organismo
debba essere destinatario di flussi di informazioni provenienti dai servizi
segreti dei vari Stati membri». Il vicecommissario europeo auspica poi
un maggiore controllo politico da parte del governo sull'attività dell'intelligence.
Manlio Di Salvo