**************************************************************************************Era ovvio che la commissione d'inchiesta fosse "temuta" dalla Difesa ma, anche se è cambiata una legislatura, si consente ancora alla Difesa di essere protagonista nella "costruzione" della propria linea difensiva. I militari muoiono per colpa della Difesa, si da incarico alla Difesa per capirne il perché. E' questo il punto della vergogna, è questo l'aspetto inquietante della vicenda che più ci spaventa. Senza contare i numeri che vengono dati che sono decisamente lontani dalla realtà e questo, la Difesa, lo sa bene! Speriamo che la Commissione d'inchiesta parlamentare prenda il via quanto prima e, con lavoro e serietà, si avvii la battaglia contro l'omertà ed il perverso potere che, vantando influenza politiche, sta contribuendo a far perdere nella politica fiducia e speranza. La notizia di seguito riportata, pubblicata dall'ANSA, ha destato molte preoccupazione tra i 267 militari e famigliari colpiti dalla sindrome dei Balcani (non 99). L'Osservatorio non si lascia intimorire neanche con le minacce, più o meno velate, che costantemente arrivano sia ai malati, sia a coloro che s'interessano del caso. Chi ha sbagliato deve pagare e questa non è certamente una minaccia, ma un'osservazione di chi è certo di vivere ancora in uno Stato democratico in cui la giustizia, quella vera, ancora è in condizione di dire la sua.
Domenio Leggiero
URANIO:SINDROME BALCANI, MONITORAGGIO RILEVA 99 CASI TUMORE
RELAZIONE QUADRIMESTRALE MINISTERO SALUTE-DIFESA
(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Sono 99 i casi di tumore maligno
riscontrati in circa 60 mila soggetti del personale civile e
militare della Difesa impiegato in Bosnia e in Kosovo in
missioni umanitarie e di pacekeeping. Tra questi, tre sono i
casi di leucemia, sedici quelli di linfoma di Hodgkin, 13 i
linfomi non Hodgkin e 67 tutte le altre neoplasie diagnosticate.
E' quanto emerge dalla relazione quadrimestrale di una campagna
di monitoraggio delle condizioni sanitarie dei cittadini
italiani che hanno operato e operano in missioni internazionali
nei Balcani condotta da esperti del ministero della Salute e
della Difesa.
Obiettivo dell'iniziativa e' valutare l'eventuale impatto sul
loro stato di salute in seguito alla permanenza in quei
territori. In seguito ad alcuni decessi di reduci delle missioni
italiane in Bosnia e Kosovo per tumore e ad una sospetta
incidenza superiore alla media di neoplasie tra militari
impegnati in quell'area, si e' ipotizzata una vera e propria
'Sindrome dei Balcani' dovuta al contatto con munizioni
all'uranio impoverito o esplosioni di polveri velenose. Ipotesi
avanzate da associazioni delle vittime e dai familiari dei
reduci, ma smentite dagli studi ufficiali.
Per esempio, la terza e finale relazione del professor
Franco Mandelli (l'ematologo che ha coordinato un gruppo di
ricerca istituito dal ministro della Difesa) nel giugno 2002
aveva confermato l'esistenza di un "eccesso statisticamente
significativo" di casi di linfoma di Hodgkin tra i militari
impegnati in missioni nei Balcani. Dei 5,08 casi attesi sulla
base dell'incidenza dei Registri tumori italiani, ne sono stati
infatti osservati 12. E l'incidenza, secondo i critici della
Commissione Mandelli, che definiscono lo studio "incompleto" e
"parziale", sarebbe anche maggiore. Sulla base dei dati
rilevati e delle informazioni attualmente disponibili, rileva la
Relazione, "non e' stato possibile individuare le cause dell'
eccesso di linfomi di Hodgkin evidenziato dall'analisi
epidemiologica svolta".
La nuova campagna di valutazione avviata quest'anno, ha
voluto arricchire l'ultima indagine Mandelli aggiornandola e
avvalendosi di 40 organizzazioni non governative (Intersos,
Caritas, Comunita' di Sant'Egidio, ecc.) stilando un protocollo
operativo, collegandosi con strutture sanitarie locali,
programmando un calendario di visite ed esami e realizzando un
centro elaborazione dati che analizza le schede delle visite che
da tutte le regioni d'Italia arrivano al Comitato scientifico
della campagna.
Tra gli obiettivi della campagna anche quello di creare un
registro generale dei tumori dei Militari.
Responsabili della realizzazione dell'indagine sono il
ministero della Difesa, il ministero dell'Interno, il ministero
della Salute, le Regioni e le Province Autonome e l'Istituto
Superiore di Sanita' che, con propri rappresentanti, fanno parte
di un apposito Comitato scientifico, cui sono affidati, tra
l'altro, i compiti di coordinamento e supervisione delle varie
fasi del monitoraggio sanitario.
Il Comitato scientifico si avvale di un gruppo statistico
epidemiologico e di una segreteria organizzativa .
Il monitoraggio consiste in una serie di visite mediche e di
prestabiliti esami di laboratorio, a cui ogni partecipante
all'indagine si sottopone, a titolo gratuito, secondo una
cadenza temporale predeterminata. Da monitorare sara' tutto il
personale civile e militare che puo' aver in qualche modo
contratto la cosiddetta 'Sindrome dei Balcani'. Dal momento
dell'ingresso nell'indagine del soggetto, il monitoraggio
durera' cinque anni.
Il ministero della Salute ha pubblicato su Internet una
finestra grazie alla quale e' possibile conoscere lo stato di
avanzamento del monitoraggio, il calendario delle visite, le
modalita' d'adesione e tutte le informazioni relative allo
studio.
(ANSA).
BBB-MRB
23-DIC-04 19:14 NNNN