Roma, li 14 settembre
2005
Oggetto: legge delega riordino Forze di
Polizia.
Ai Sig. componenti la IV
Commissione
Dopo
un'estate di polemiche, cortei, sciopero delle ferie e
esternazioni varie, riaprono le Camere e riprendono i lavori
parlamentari.
La legge delega
sul riordino, già abbozzata, è in dirittura d'arrivo ma l'autunno,
stagione di vendemmia e di messa a dimora dei futuri raccolti,
deve far riflettere sulle contraddizioni rilevate, sulle promesse
non mantenute e far programmare con intelligenza gli emendamenti
correttivi.
Per la Polizia di
Stato, la bozza ha approvato in parte quanto si aspetta dal '95,
come l'unificazione dei ruoli esecutivi, che comporterà la giusta
previsione di carriera per tutti gli operatori dalla qualifica di
base a quella di Sov. Capo nell'arco di circa 25 anni di servizio.
Aumento di parametro, nuove e più gratificanti funzioni e
competenze senza perdita della sede faticosamente conquistata e a
tutela del troppo spesso calpestato diritto di tutela della
famiglia.
Ed ha introdotto la
previsione di interventi perequativi per allineare le carriere e i
trattamenti economici del personale dei ruoli degli ispettori e
l'unificazione dei ruoli dei funzionari. Quest'ultimo principio da
attuare con risorse da reperire con le future leggi finanziarie e
non entro i primi sei mesi con i miseri 130 milioni di euro
residui del finanziamento della legge finanziaria 2004 (di cui
122 stanziati per il
2006).
Ma ciò che ci ha sorpresi
e irritati (non solo noi) è il punto d) dell'art. 1 comma 2 che
vieta qualsiasi norma transitoria che preveda inquadramenti nei
ruoli superiori.
Vogliamo
ricordare tutti i precedenti della questione "riordino" innescati
nel 1995, irrisolti e, anzi, ancor più ingarbugliati nel 2001, per
tentare di far comprendere - una volta di più - la necessità di
adottare una "ratio legis" che tuteli i principi di
ragionevolezza, logica, correttezza e buona amministrazione, le
legittime aspettative del personale contemperate con le esigenze
dell'Amministrazione e con spese non
proibitive.
In particolare, con
tutte le contraddizioni e sperequazioni fatte norma, che hanno
prodotto situazioni giuridicamente rilevanti, oggi ci si trova di
fronte ad una vera e propria questione
morale.
Proprio i principi
costituzionali dispongono che "il concorso pubblico costituisce il
metodo normale di provvista del personale anche per le qualifiche
superiori."
Orbene, dal '95 ad oggi, si è
derogato a tali fondamentali principi per decine di migliaia di
operatori dei Comparti Sicurezza e
Difesa.
Oggi, che sia pur con risorse
esigue, si intende provvedere al riallineamento delle
pregresse situazioni, chi già tanto ha avuto negli anni precedenti
(in deroga ai principi su citati) continua a ottenere, mentre chi
nel frattempo ha studiato, superato concorsi e corsi, per effetto
dei quali è stato anche trasferito in altre sedi, non vede
riconosciuto questo impegno in rapporto ai colleghi pari qualifica
degli anni precedenti e vede tassativamente applicare gli assunti
dei principi su citati.
Tutto ciò ha generato
diffuso malcontento e mortificazione tra quel personale che aveva
creduto nei principi cardine della Buona Amministrazione e si era
messo in discussione, spesso accettando sacrifici personali e
familiari onerosi.
Tutti
i PDL precedenti questa bozza di legge delega contenevano
specifiche previsioni di tutela per questo personale con formule
di riallineamento, ma, al momento topico e nonostante tutto quanto
progettato, i buoni propositi sono naufragati
miseramente.
Noi non ci stiamo,
non possiamo accettare passivamente l'ennesima dimenticanza delle
tante assicurazioni dateci.
Lo
abbiamo evidenziato più volte e in più occasioni, finanche nelle
audizioni informali dello scorso
maggio.
Pretendiamo un
intervento davvero perequativo per tutti quegli operatori che
hanno meritato il ruolo e la qualifica che rivestono per esclusivi
meriti propri.
E non si può
escluderli da quanto riconosciuto e promesso con interventi,
Ordini del Giorno, PDL, previsioni di aliquote di posti riservati
a concorso (D. Lgs. 53/2001, art. 13), interpellanze parlamentari,
etc.
Esigiamo che la bozza di legge
delega sia modificata con l'eliminazione del punto d), comma 2°,
art. 1 e adeguatamente emendata con l'inserimento di seguenti
principi da applicare con i successivi decreti
delegati:
* Estensione del cosiddetto "principio
dell'annualità dei concorsi" istituito con D. Lgs. 53/2001 (e
variato con L. 3/2003, art. 36) anche per i corsi 15°, 16° e 17°
vice sovrintendenti e conseguente retrodatazione della decorrenza
GIURIDICA al 1° gennaio dell'anno successivo a quello per il quale
sono state accertate le vacanze di organico. Il costo globale è
insignificante, in quanto, nell'immediato, consisterebbe
nell'aumento di 4 punti di parametro per 1.150 V. Sov.ti del 15°
corso (da V. Sov. a Sov.te). Identica previsione è stata inclusa
nell'art. 4 della bozza di legge delega a favore dei nuovi vice
sovrintendenti della Polizia Penitenziaria.
* Inquadramento nel superiore
ruolo degli ispettori per i 3.850 vice sovrintendenti vincitori di
concorso per esami dei tre corsi summenzionati, in quanto in
possesso della medesima preparazione di oltre 15.000 ispettori già
sovrintendenti acceduti in ruolo ope legis, senza previa selezione
concorsuale, psico-attitudinale, frequenza di corsi di
aggiornamento. Il costo globale si aggira sui 3 milioni di euro
lordi/anno. Si evidenzia che attualmente l'organico del ruolo
ispettori è in deficit di 3.880 unità.
* In alternativa al precedente
punto e per i medesimi presupposti, previsione di un
corso-concorso o un concorso interno straordinario per vice
ispettore per soli titoli, riservato al personale del ruolo
sovrintendenti acceduto in ruolo per selezione concorsuale per
titoli ed esami, con scrutinio da effettuarsi sulla base
dell'anzianità di ruolo.
* per gli ispettori
del 7° corso e successivi, vincitori di concorso per esami e
frequentatori di 18 mesi di corso, l'allineamento, in ordine di
ruolo, alle qualifiche di tutti gli ispettori acceduti in ruolo a
seguito del superamento di specifiche e selettive prove
concorsuali, selezioni psico-fisico-attitudinali e frequenza di
corso di aggiornamento e formazione.
* allineamento
contributivo agli omologhi dei Carabinieri e della Guardia di
Finanza per i vice ispettori del 7° corso e successivi,
provenienti dalla vita civile, (interpellanza urgente
2/01452, seduta n° 581 del 7/2/05, On. Alfano) .
* Computo, ai
fini dell'anzianità di servizio in ruolo, del periodo di 18 mesi
di corso svolto dai vice ispettori del 7° corso e successivi
concorsi pubblici.
* Estensione a
tutti gli appartenenti del ruolo ispettori in possesso dei
requisiti minimi di cui al D. Lgs. 334/2000 e successive modifiche
della possibilità di partecipazione al concorso interno per
l'accesso al ruolo direttivo speciale.
Onorevoli Deputati,
non ci sono più attenuanti.
E' ora di dimostrare concreto
impegno per risolvere le problematiche esposte che si accavallano
e moltiplicano in ogni legislatura a causa della mancanza di
previsioni a lungo termine.
Ci aspettiamo che nel prosieguo
dell'iter legislativo si tenga conto di quanto esaminato negli
ultimi anni e si risolvano una volta per tutte le gravi
problematiche ordinamentali della Polizia di Stato. In caso
contrario, l'ennesima mortificazione delle motivate aspettative
degli operatori della Sicurezza non potrà non provocare plateali
forme di protesta.
Cordialmente.
Giuseppe
Treglia
Appunti
Legge 350/2003,
finanziaria 2004: stanziamento fondi per
riordino
Comma 155. È autorizzata la spesa di 87 milioni di
euro per l'anno 2004, 42 milioni di euro per l'anno 2005 e 38
milioni di euro a decorrere dal 2006 da destinare a provvedimenti
normativi volti al riallineamento, con effetti economici a
decorrere dal 1º gennaio 2003, delle posizioni di carriera del
personale dell'Esercito, della Marina, ivi comprese le Capitanerie
di porto, e dell'Aeronautica inquadrato nei ruoli dei marescialli
ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo 12 maggio 1995,
n. 196, con quelle del personale dell'Arma dei carabinieri
inquadrato nel ruolo degli ispettori ai sensi dell'articolo 46 del
decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 198. È altresì autorizzata
la spesa di 73 milioni di euro per l'anno 2004, 118 milioni di
euro per l'anno 2005 e 122 milioni di euro a decorrere dall'anno
2006 da destinare a provvedimenti normativi in materia di riordino
dei ruoli e delle carriere del personale non direttivo e non
dirigente delle Forze armate e delle Forze di
polizia.
Ad oggi non sono state stanziate altre somme
oltre quelle già esistenti e, di queste, quasi 200 milioni di euro
sono stati impiegati per il riallineamento dei sottufficiali delle
FF. Armate e degli Isp. Capo ex ruolo esaurimento delle FF. di
Polizia.
21.02.2001
Dal sito di Alleanza Nazionale (segue alla manifestazione dei
So.Vi.Co. dello stesso giorno).
RIORDINO CARRIERE: AN, VOTO
CONTRARIO. ECCO PERCHE'
I deputati di Alleanza Nazionale,
Maurizio Gasparri e Filippo Ascierto, hanno dichiarato: "abbiamo
votato contro i provvedimenti di riordino delle carriere del
personale non direttivo delle forze armate e delle forze di
polizia perché riteniamo un'autentica presa in giro dar luogo a
provvedimenti che lasciano insoddisfatte queste categorie e che
non sono accompagnati da adeguati mezzi economici. La materia
andava affrontata con ben altra dotazione di mezzi e tenendo conto
delle legittime aspirazioni del personale militare e delle forze
dell'ordine che rischia quotidianamente al servizio dei cittadini.
Il nostro voto contrario esprime il disagio di chi ancora una
volta si è visto mortificato da un Governo che ha destinato mezzi
e risorse a ben altri scopi".
Maggio 2001: impegno del
Governo " ... sull'opportunità di approfondire, entro il 31/ 12/
2002, le tematiche inerenti l'assetto degli attuali ruoli del
personale, al fine di individuare le linee di soluzione in
presenza di accertate situazioni non adeguatamente disciplinate
dai provvedimenti di riordino delle carriere ..."assunto a margine
della contrattazione del biennio 2002-2003 e i primi passi verso
una reale politica della "Sicurezza".
16 ottobre 2003:
dichiarazioni del ministro Gasparri e del capogruppo dei DS Angius
a proposito della necessità di reperire risorse a favore del
Comparto Sicurezza per operare una riforma delle
carriere.
Le promesse fatte nel febbraio 2001 dall'allora
opposizione e i tanti progetti di legge post riordino 1995
incompiuti, mai diventati legge (i PDL Frattini, Pivetti, Cicu,
Marras, Del Bono, ecc.), i progetti di legge post riordino 2001
(Marras e Vitali, Ascierto, Lavagnini, Lucchese, ecc.), l'analogia
di alcuni di questi (C3437, Ascierto + altri, C 4376, Lavagnini +
altri, C 5400, Lucidi + altri) con i progetti dei Sindacati di
categoria (su tutti quelli del COISP, dell'ANIP e del Comitato
Sovritalia di Rinnovamento Sindacale per l'UGL.
GLI ORDINI
DEL GIORNO A FAVORE (Ascierto nel corpo della discussione della
legge 78/2000 e del D.Lgs. 53/2001, On. Ciccanti + altri, OdG
Alfano a seguito emendamenti fatti ritirare nel 2004,
etc.).
Stralcio discussioni 2001 della I
Commissione
14.2 2001
È anche auspicabile che il Governo
chiarisca la sua posizione sulla richiesta di vice sovrintendenti
vincitori di concorso di transitare nel ruolo degli ispettori,
così come avvenne con il riordino del 1995. Il chiarimento è
necessario anche la fine di fugare ogni dubbio circa eventuali
sperequazioni.
21.2.2001
Andreolli, relatore: .
l'opportunità di inserire una norma transitoria volta a
incrementare l'aliquota dei posti da coprire con concorso interno,
anche straordinario, per l'accesso al ruolo degli ispettori
utilizzando, a tal fine, la riserva di un sesto dei posti per i
sovrintendenti prevista per il concorso pubblico. Della riserva
dei posti da coprire con concorso interno una percentuale
rilevante dovrebbe essere riservata al personale del ruolo dei
sovrintendenti vincitore dei concorsi successivi al 1995 (in
particolare dei corsi di formazione 15°, 16° e 17°).
LA
GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE
Sentenza Corte Costituzionale
n° 218/2002
. il principio costantemente ribadito in materia di
progressioni verticali nella Pubblica Amministrazione secondo il
quale il concorso pubblico costituisce il metodo normale di
provvista del personale anche per le qualifiche
superiori.
Secondo la consolidata giurisprudenza costituzionale
(cfr. per tutte sentt. n. 1/99 e n. 320/97), il passaggio ad una
fascia funzionale superiore comporta "l'accesso ad un nuovo posto
di lavoro corrispondente a funzioni più elevate ed è soggetto,
pertanto, quale figura di reclutamento alla regola del pubblico
concorso", tale metodo offrendo le migliori garanzie di selezione
dei soggetti più capaci.
Estratto sentenze varie
che allo
stesso modo il legislatore - ed anche quello delegato in mancanza
di contrarie indicazioni di criteri nella legge di delega - può
discrezionalmente adottare norme transitorie per il passaggio al
nuovo ordinamento di pubblici dipendenti e per l'inquadramento
innovativo del relativo personale e determinare il riferimento
temporale del possesso di determinati requisiti soggettivi di
servizio, non necessariamente retrodatati, né tanto meno
doverosamente risalenti alla data della legge di
delega.