Documento: 20000110 01113
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ESERCITO: ANELLI E FOULARD IN CASERMA, NEI GUAI ALTI UFFICIALI
   (ANSA) - TORINO, 10 GEN - Sono le Procure militari di Padova
e di Torino impegnate nelle indagini su alti ufficiali dell'
Esercito accusati di peculato per una una lunga lista d'
acquisti impropri. L' inchiesta della magistratura torinese, di
cui scrive oggi 'la Repubblica', e' soltanto uno stralcio di un'
inchiesta piu' vasta da cui emerge - sottolineano gli inquirenti
torinesi - sempre lo stesso meccanismo, gia' scoperto in vicende
analoghe negli anni passati: alcune ditte compiacenti forniscono
oggetti diversi da quelli scritti sulla bolla d' accompagnamento
e con importi maggiorati. Ed e' cosi' che - come rivela il
filone subalpino - anelli d' oro, vassoi d' argento, salotti e
persino tute e palloni  sono stati comprati al posto dei teli di
iuta utili a proteggere i mezzi blintali dell' operazione Ibis
in Somalia.
   La Procura di Torino ha ottenuto la misura cautelare presso
il carcere di Peschiera del Garda per il colonnello Adolfo
Grosoli, attuale capo servizio amministrativo del quarto
reggimento dell' aviazione militare Altair di Bolzano, mentre
sono indagati il comandante del Centro Alti Studi della Difesa,
generale Domenico Tria e il generale Carmine Fiore. Per loro il
pm Paolo Scafi ha chiesto la sospensione dal servizio fino a
quando non sara' fatta completa chiarezza sui loro presunti
addebiti, ma il gip Benedetto Roberti si e' riservato di
decidere. (SEGUE).
     BAN
10-GEN-00 13:20 NNNN
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ESERCITO: ANELLI E FOULARD IN CASERMA, NEI GUAI ALTI UFFICIALI (2)
      (ANSA) - TORINO, 10 GEN - I fatti contestati si sarebbero
verificati tra il '91 e il '94 quando Grosoli era a capo del
servizio amministrativo della brigata meccanizzata Legnano di
Bergamo; i due generali si avvicendarono al comando proprio in
quel periodo. Tra le ditte maggiormente coinvolte risultano
quelle di arredamento dei fratelli Binacchi, nel mantovano, con
le quali altri comandi militari (che rientrano nella competenza
della Procura militare di Padova) avrebbero trattenuto analoghi
rapporti, incorrendo nelle stesse irregolarita': divani,
poltrone, utensili domestici di molta utilita' privata, ma di
scarsa utilita' per l' Esercito. In questo modo nella brigata di
Bergamo anziche' una fotocopiatrice arrivo' uno stock di foulard
e al posto di forniture per i militari di leva centinaia di
anelli, medagliette, cornici, valigette 24 ore.
   Un altro filone d' inchiesta riguarda somme di denaro dell'
amministrazione militare di cui si sarebbe appropriato il
colonnello Grosoli. La magistratura di Torino sottolinea, pero',
che gli accertamenti contabili sono ancora in corso con l'
ausilio della guardia di Finanza e della polizia tributaria di
Torino e che singoli episodi e sospette responsabilita' vanno
ancora approfondite.(ANSA).
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