STORIA DI UN
PILOTA CHE EBBE IL TORTO DI NON MORIRE
Nord Europa, solo qualche anno fa:
un F-104 si schianta in fase di atterraggio, ma il pilota miracolosamente
sopravvive. Estratto dall'abitacolo viene portato in ospedale, da dove viene
dimesso il giorno dopo e riportato in Italia da un velivolo del 31° Stormo. Qui
continuerà una degenza che, a fasi alterne, durerà mesi. Oggi è quasi
completamente rimesso e continua a prestare servizio come pilota
militare.
La storia si conclude qui per la
storiografia ufficiale, ma per questo pilota no. Due mesi dopo l'incidente gli
arriva in Italia una fattura dell'ospedale del Nord Europa, dove venne
ricoverato per un giorno, di ben 2.500 Euro!!! Pretendevano i costi ospedalieri
per intero dalla vittima dell'incidente!!!
Giro di telefonate e di lettere con
le quali il Comando Squadra Aerea trasmetteva, dopo averle ricevute dal pilota,
la fattura dell'ospedale straniero al Ministero della Difesa perchè se ne
facesse carico. Il Ministero della Difesa le trasmette a quello degli Affari
Esteri per competenza.
Tutto sistemato? Dopo altri due mesi
arriva al malcapitato pilota un'altra comunicazione dal famigerato ospedale,
questa volta a scrivergli direttamente è però una società di recupero crediti
che gli richiede ben 2.900 Euro (aumento di altri 400 Euro)!!!!!!!
Altro giro di telefonate e di
lettere con le quali il malcapitato pilota, ancora sofferente per i postumi
dell'incidente, ingiungeva ai vari uffici e ministeri (attraverso cui la sua
pratica era passata) di fare la loro parte e che li avrebbe ritenuti
responsabili di tutti gli aggravii di spesa. E qui si ferma la storia vera
dell'incidente.
Cos'è successo
(amministrativamente)? E' successo che lo sfortunato di turno, come tanti prima
e dopo di lui, sono andati all'estero senza porsi problemi amministrativi,
pensando di essere in qualche modo "coperti" essendo militari in servizio.
Niente affatto!
Per non doverpagare le spese
sanitarie sostenute all'estero bisogna presentare, dove ci si ricovera, un
foglio chiamato "MODELLO DI ASSISTENZA SANITARIA E-.....", rilasciato dalla
A.USL, con il quale il nostro Servizio Sanitario Nazionale si farà carico di
tutte o quasi le spese sanitarie sostenute in quel Paese.
Ma se non hai questo foglio (un
semplice foglio di carta!!!) allora devi pagare tutto di tasca tua. Di ciò
nessuno sa niente, tanto per cambiare, e ci si espone inconsapevolmente, ogni
volta che si va all'estero, ad un gravissimo pericolo
amministrativo.
Un'altra soluzione, da adottare
quando si è costretti o si vuole fortemente partire per l'estero e non si ha
questo modello di assistenza sanitaria in versione "militare in servizio", è
quella di richiedere (privatamente) alla propria A.USL tale modello nella
sola versione "turista all'estero", e di spacciarsi per turista in caso di
incidente. Certo sarà necessario, in caso di incidente, disfarsi della divisa e
del piastrino di riconoscimento (come l'esercito iracheno in disfatta negli
ultimi giorni di Baghdad), vestire una camicia da turista (la tipica hawaiana),
e magari mettersi in tasca uno di quei ricordini dove c'è un monumento immerso
nell'acqua su cui, agitandolo, ricade la "neve".
Lo so che tutto ciò
appare (ed è) ridicolo, ma questo si deve fare, solo per sopravvivere
amministrativamente.
N.M.