Bruxelles, lì 29 novembre 2004

 

COMUNICATO STAMPA

 

L’ON. SERGIO BERLATO PRESENTA ALLA COMMISSIONE EUROPEA UN’INTERROGAZIONE PER VEDER TUTELATI I DIRITTI DEI MILITARI COLPITI DALLA “SINDROME DEI BALCANI”.

 

Con un’interrogazione alla Commissione Europea, l’on. Sergio Berlato ha sollevato in ambito comunitario il problema del nesso causale fra l’esposizione all’uranio impoverito e l’insorgenza di gravi patologie tumorali diagnosticate a numerosi militari al rientro da missioni internazionali, in particolare dai territori della ex Jugoslavia.

Prendendo atto favorevolmente del fatto che finalmente il Parlamento italiano ha costituito una Commissione d’inchiesta sulla cosiddetta “Sindrome dei Balcani” e che il Tribunale di Roma ha riconosciuto come “morte per causa di servizio” quella toccata ad un soldato italiano che partecipò ad alcune missioni all’estero, l’on. Berlato ha chiesto alla Commissione Europea se intenda promuovere, in tutte le sedi opportune, la ricerca della verità sulle troppe vittime patite tra i militari impegnati in missioni all’estero, con particolare riguardo a quelle effettuate nei territori della ex Jugoslavia. L’on. Berlato ha altresì chiesto alla Commissione europea se non intenda intraprendere un’azione verso i governi degli stati membri dell’Unione Europea per veder riconosciuta la causa di servizio a coloro che si sono ammalati per il dovere svolto, riconoscendo il compito di ogni paese membro di sostenere, aiutare, tutelare i propri militari e le loro famiglie, non escludendo l’accertamento delle eventuali responsabilità.

I morti accertati tra i militari esposti all’uranio impoverito nei territori oggetto dei bombardamenti alleati ha raggiunto ad oggi le 30 unità, mentre 269 risultano i casi accertati dall’Amministrazione Militare italiana di militari ammalatisi a causa della cosiddetta “Sindrome dei Balcani” per effetto di situazioni che hanno visto impegnati i soldati di varie nazionalità in missioni nei territori della ex Jugoslavia. Durante tali operazioni, non tutti i governi fornirono ai militari informazioni in merito alle conseguenze da esposizione all’uranio impoverito, né tantomeno fornirono loro gli adeguati equipaggiamenti protettivi.

“ quello che vogliamo - ha dichiarato l’on. Berlato – è l’accertamento della verità in modo tale che si garantisca giustizia a favore dei militari colpiti da questa grave malattia per cause di servizio. Quello che vogliamo dire ai famigliari dei militari colpiti è che non vogliamo si debbano sentire abbandonati a combattere da soli questa battaglia di giustizia e di verità perché ci schiereremo al loro fianco sensibilizzando tutti i livelli istituzionali , sia nazionali che internazionali , finchè la verità non verrà stabilità, nel rispetto di coloro che hanno sacrificato la vita per onorare l’uniforme che indossavano nel nome della nostra Patria.”