IN SEDE REFERENTE
 
(1196) FORCIERI ed altri.  -  Istituzione di una Commissione parlamentare d' inchiesta sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale militare italiano impiegato nelle missioni internazionali di pace nella ex Jugoslavia, sulle condizioni della conservazione e sull' eventuale utilizzo di uranio impoverito nelle esercitazioni militari sul territorio nazionale, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Democratici di Sinistra-l'Ulivo, ai sensi dell'articolo 79, comma 1 del Regolamento  
(Esame e rinvio)

        Riferisce sul provvedimento in titolo il relatore BONATESTA (AN), osservando che le premesse da cui esso muove appaiono meritorie: il Parlamento non può rimanere indifferente di fronte ai delicati eventi connessi all'utilizzo di munizionamento all'uranio impoverito. L'utilizzo di tali munizioni nelle operazioni belliche ed i vari casi di morte per leucemie e malattie tumorali dei militari italiani impegnati nell'area balcanica sono infatti, secondo quanto evidenziato dalla relazione che accompagna il disegno di legge, ancora oggi fonte di forte e generale preoccupazione. Lo strumento proposto dai presentatori della proposta legislativa per pervenire alle finalità poc'anzi elencate è quindi rappresentato dall'istituzione di una Commissione bicamerale d'inchiesta, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione. Si ricorda al riguardo che tale organo, secondo quanto statuito della predetta norma costituzionale, può disporre di strumenti assai penetranti, potendo procedere con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria.
Dando quindi per acquisita, sulla base delle osservazioni precedentemente formulate, la meritorietà dello scopo sotteso al disegno di legge in titolo, l'oratore evidenzia alcune perplessità : infatti, sul finire della scorsa legislatura, quando la drammatica situazione connessa all'utilizzo di munizioni ed armamenti balzò agli onori della cronaca, il Parlamento reagì in maniera non uniforme, in quanto,  mentre presso la Camera dei Deputati si avviò immediatamente un'indagine conoscitiva, presso il Senato la Commissione Difesa si trovò bloccata da una serie di contrasti in ordine allo strumento tecnico da adottare, pervenendo alla fine all'approvazione di un testo per l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta che fu trasmesso all'Assemblea senza pervenire mai ad una approvazione definitiva. Conseguentemente, proprio nel momento di maggiore risonanza degli eventi in questione, lo strumento ispettivo del Parlamento si rivelò carente. Le due camere proseguirono autonomamente su binari diversi, senza effettuare i necessari coordinamenti, con il risultato che il Senato di fatto non acquisì alcun elemento informativo, e la Camera dei Deputati potè acquisire tali elementi soltanto in misura parziale, in quanto l'indagine conoscitiva da essa avviata non pervenì all'approvazione di un documento conclusivo. Inoltre, proprio in virtù dei particolari strumenti ad essa conferiti dalla Costituzione e dai regolamenti parlamentari, la Commissione parlamentare d'inchiesta rappresenterebbe uno strumento assai delicato, da utilizzare come extrema ratio in casi particolarmente delicati ove non esiste altro modo per reperire i necessari elementi informativi. E ciò anche e soprattutto per i contrasti e le sovrapposizioni che potrebbero avere luogo con l'autorità giudiziaria in ordine ai procedimenti penali in corso.
Il relatore conclude il suo ragionamento ponendo l'accento sull'opportunità di procedere per gradi, innanzitutto verificando la possibilità di acquisire i dovuti e necessari strumenti informativi attraverso strumenti più elastici e meno problematici, quali, ad esempio, un'apposita indagine conoscitiva, valutando successivamente, sulla base di una ponderata analisi di quanto acquisito, l'opportunità di procedere alla costituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta, che quindi non risulterebbe affatto preclusa, rendendosi anzi necessaria qualora i risultati della previa indagine conoscitiva non fossero soddisfacenti.

Dopo un breve dibattito sull'ordine dei lavori, nel corso del quale intervengono i senatori PERUZZOTTI (LP), FORCIERI (DS-U), MELELEO (UDC), MANFREDI (FI) e CONTESTABILE (FI), il relatore BONATESTA (AN) ed il presidente PASCARELLA, la Commissione conviene di rinviare a prossima seduta il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo.

La seduta termina alle ore 16,30.