Notizie prese da ANSA.IT
» 2007-10-09 21:04
URANIO IMPOVERITO: IN 10 ANNI 37 MILITARI ITALIANI MORTI DI TUMORE
ROMA - Secondo i dati del sistema sanitario militare sono 255 i soldati che hanno contratto malattie tumorali - le cui cause non sono state accertate - e che sono stati impegnati nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq e in Libano nel periodo 1996-2006. Di questi militari, 37 sono morti. Numeri, quelli forniti oggi dal ministro della Difesa Parisi alla Commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito del Senato, contestati da alcune associazioni. "Le vittime sono molte di più", dicono. Per chiarire queste "divergenze", la Commissione farà una verifica.

PARISI, 255 MALATI - In dieci anni di missione, ha affermato Parisi, si sono ammalati di tumore 255 militari (161 dell'Esercito, 47 della Marina, 26 dell'Aeronautica e 21 Carabinieri) e 37 di questi sono morti (29 dell'Esercito, 7 dell'Arma, uno dell'Aeronautica). Sono stati invece 1.427 i militari malati che non hanno partecipato ad operazioni 'fuori area', ma ancora non si sa quanti di questi abbiano operato nei poligoni, né quanti siano morti. A questi dati vanno aggiunti quelli che si stanno ancora raccogliendo negli ex distretti e quelli dei militari congedati da anni, ma che non hanno chiesto la causa di servizio: si cercherà di risalirvi tramite il servizio sanitario nazionale.

'2.536 MALATI, 164 DECEDUTI' - Domenico Leggiero, dell'Osservatorio militare, dice di essere in possesso di "un documento della sanità militare dello Stato maggiore della Difesa" in cui si parla di "2.536 militari affetti da patologie tumorali, di cui 164 deceduti". "Siamo rimasti basiti dalle parole di Parisi - aggiunge Leggiero - ma siamo pronti a mettere immediatamente a disposizione della magistratura il documento'. Anche secondo Falco Accame, presidente dell'Anavafaf, quelli di Parisi sono dati "incompleti e al ribasso".

VERIFICHE - Le divergenze con i dati della Difesa dunque ci sono "e i nostri stessi esperti - ha detto Lidia Menapace, presidente della Commissione d'inchiesta - sono preoccupati da questo divario. Per questo stanno chiedendo di confrontare i criteri con cui i dati sono raccolti, perché le variazioni possono essere determinate da questo". Ma anche se il numero fosse quello, "sarebbe comunque una cosa drammatica".

CAUSE NON ACCERTATE - Numeri a parte, resta il fatto che non c'é alcuna certezza sulla causa delle patologie, come ha ribadito Parisi. "Ci muoviamo in un settore della conoscenza umana - ha affermato - estremamente incerto, dove la precisa individuazione del nesso causa-effetto è ancora oggetto di verifica". Ma "individuare tutte le cause delle gravi malattie che possono colpire i nostri militari - ha assicurato - è per noi sentita come una priorità assoluta".

IL 'CENTRO' - Per questo il ministro ha annunciato che la Difesa intende istituire un apposito 'Centro', presso la Direzione generale di sanità, per la "verifica puntuale e continuativa delle diverse ipotesi sul tappeto". Il Centro "potrebbe ricevere le direttive da un Comitato scientifico formato dai maggiori esperti della materia" e, per la sua attività, può già contare su 10 milioni di euro stanziati in Finanziaria. "In questo quadro sarà possibile avviare un monitoraggio sistematico del poligono di Salto di Quirra", ha detto il ministro, aggiungendo che "l'Italia non ha mai fatto uso di armamento ad uranio impoverito, né risulta che nel nostro poligono possa essere stato utilizzato da altri"

RISARCIMENTI - E' di 170 milioni di euro per il 2007 lo stanziamento che servirà a risarcire le vittime del dovere, compresi i militari italiani morti o malati per presunta contaminazione da uranio impoverito. Per ottenere il riconoscimento della causa di servizio, ai fini del risarcimento, basta "l'evidenza di partecipazione ad attività in particolari condizioni di ambiente operativo".