L'uranio impoverito esce da due diverse filiere: la filiera dell'arricchimento, ed in questo caso è uranio 238 "impoverito" in uranio 235 che non farà parte del carburante di una centrale atomica, e la filiera del “ritrattamento” delle scorie del carburante atomico che contengono ancora molto U238 “riutilizzabile”. In questo secondo caso è uranio 238 "impoverito", meno costoso, ottenuto per separazione, tra l’altro, dei vari prodotti transuranici di attivazione in cui si è in parte trasformato, di cui il plutonio. Parte dell'uranio impoverito delle armi proviene dal "ritrattamento" delle scorie nucleari. E tuttavia “uranio meno impoverito”.
Alcuni dati ci permettono di capirne il perché. In una centrale nucleare, dopo un anno di funzionamento, circa lo 0,5 % dell'U238 è attivato in Pu239 (Plutonio 239). Dopo “separazione” delle scorie, rimane il 2% di questo 0,5% in mezzo all’uranio 238. La chimica nucleare non sa purificare meglio le scorie. Gli è impossibile togliere tutto il plutonio.
Supponiamo, sottostima passibile di una Norimberga II, che soltanto il 20% dell’uranio impoverito impiegato nell'ultimo conflitto in Irak (3000 tonnellate) sia uscito dalla filiera di “ritrattamento”, dunque fatalmente inquinato con plutonio ed altro –U236, U235 ecc.- di cui si tacerà qui. Ergo 2% * 0,5% * 20% * 3000 tonnellate = 60 Kg di plutonio, 10 bombe atomiche. Almeno 50% di questi 60 kg sono stati "aerosolizzati" e sparpagliati nell'aria in nanoparticelle: 30 kg, 5 bombe atomiche.
Il plutonio 239 è 183656 volte più potente dell'U238. (E facile da calcolare. Si divide il peso specifico di 1 curie (Ci/gr) di 92 U 238 - 2993601,90964409 gr.- per quello del 94 Pu 239 -16,3001763737446 gr.-) 30 Kg * 183656 = 5509 tonnellate. Pertanto 30 kg di plutonio sono l'equivalente radiologico di 5509 tonnellate di U238.
Sapendo che una particella di 1 micrometro (1 millesimo di millimetro per un peso di circa 0,0000000000099172 gr.) di Pu239 immobilizzata nei tessuti libera localmente una lenta ma letale dose ionizzante di 1 135 920 REM in un anno quanta speranza hanno i soldati, le popolazione locali, quanta speranza abbiamo ?
Paolo Scampa
AIPRI. Associazione Internazionale per la Protezione contro
i Raggi Ionizzanti.