Membro permanente
dell'AIPRI
Associazione Internazionale per la Protezione contro
i Raggi Ionizzanti
Le necroparticelle radioattive.
La lenta ed eterna letalità delle nanoparticelle[1] radioattive
disseminate nell'aria mondiale a miliardi di miliardi di miliardi a
seguito delle esplosioni degli ordigni all'uranio "impoverito" è un fatto
planetario tanto drammatico quanto inconfutabile. Vediamone il perché iniziando
dai numeri.
A: Per ottenere 1 Curie, ossia
37.000.000.000 di disintegrazioni atomiche al secondo o
Becquerel, servono 3 tonnellate di U238. (Nell'ultima guerra
del golfo sono state impiegate 3000 tonnellate di questo “uranio non del tutto
impoverito”e già gli analisti del Pentagono[2]
ritengono che le perdite per tumore si aggireranno attorno al 40-50% dei
soldati. Inutile sottolineare che le popolazioni civili saranno parimenti
affette durante millenni[3]. Ma a
chi importa se di là metà degli irakeni creperanno, a chi importa se di qua
nostri figli creperanno a metà[4]? Respirare
aria denuclearizzata non fa parte dei nostri decantati diritti dell'uomo.
Noi siamo i democratici kamikaze atomici. Del resto, perdio, è già troppo tardi,
troppi fallout sono già avvenuti.)
B : 1 grammo di U238 = 12.332 Becquerel
(disintegrazioni al secondo).
C: 1 milionesimo di grammo = 0,012332
Becquerel.
D: Le cellule viventi sono senza quella
protezione ai tiri radioattivi alfa interni sparati a brucia pelo dei
tessuti che la pelle ha rispetto ai tiri alfa esterni. Venuti dall’esterno del
corpo questi tiri possono essere fermati dalla pelle, venuti tramite la
respirazione o l'alimentazione dall’interno del corpo no. Le cellule non hanno
pelle. Bloccata dentro il corpo in prossimità delle
cellule se non dentro di esse una minuscola particella clandestina e
insolubile di un grammo diviso per 1.000.000 (un
grammo diviso per un milione) "regala" in un anno una
irradiazione interna alfa di TRE CENTO OTTANTA
MILA Becquerel. Per capire la radioattività interna bisogna contare
i secondi che passano, e non unicamente considerare
l'intensità al secondo di una radiazione. Prendere la radiazione di un solo
secondo come misura di pericolosità ridicolizza la letalità delle
nano-particelle, la nasconde al pubblico. "Ma che può una particella che emette
0,01 Bq ! Siamo seri !"
Ma è tuttavia proprio in questo silenzio sui milioni di secondi che
abitano un anno che risiede la disinformazione, il negazionismo assassino,
l'abissale ignoranza kamikaze dei nostri dirigenti che portano la
morte atomica a loro stessi, ai loro propri soldati, ai loro propri figli,
alle loro proprie popolazioni, all'intera umanità e al futuro. E
nello scorrere del tempo che si cela in effetti l'atomica letale
verità[5].
E semplice da capire. Il pericolo risiede nel carattere cronico,
ossessivo, interno del bombardamento ionizzante confinato ad una minuscola zona
cellulare in cui ristagna una insolubile particella. E da lì che sgorga il
cancro. Ad una ionizzazione cronica nessun tessuto resiste, nessuna
cellula trova una restauratrice risposta biologica ad un simile ravvicinato e
ripetuto laceramento. Le sue uniche suicide vie di fuga sono necrosi e patogene
mutazioni genetiche[6] i cui visibili effetti macroscopici, il
cancro, verranno troppo tardi percepiti anni dopo.
E
semplice da capire e facile da respirare. Le sottili polveri radioattive
sono contaminanti semi di tumore che abbisognano di tempo per
crescere dentro gli organismi. E crescono e cresceranno
mostruosamente. E semplice da capire. Non è la folgorante morte
atomica di Hiroshima è la lunga agonia radioattiva. Non è l’istantanea morte da esplosione è
la subdola morte da contaminazione. Inspirare e poi più tardi dolorosamente
espirare. Accanto ad altri, gli atomici germogli
di agonia alfa sono nell'aria.
Nota.
A: 60 secondi * 60 minuti * 24 ore *
365 giorni = 31.536.000 secondi all'anno.
B: 0,0123322892 (valore
Bq di 1/1.000.000 grammo di U238 -DU-) * 31.536.000 = 388.911 Bq
anno.
[1] Caracteristics of particles and
particle dispersoids, C.E Lapple, Stanford Research Institute Journal, Vol
5, p.95, Third Quarter, 1961 In D.R. Lide, CRC Handbook of Chemistry and
physics, Taylor & Francis, CRC Press, USA,
2006.
[2]
World affairs. The journal of international issues. Planet Earth As Weapon
and Target, Leuren Moret
http://www.worldaffairsjournal.com/article1.htm
[3]
L'uranio
impoverito resterà in Iraq per generazioni,
D. Rokke, ex responsabile del pentagono per il programma per l’uranio
impoverito. http://www.indicius.it/usa_25.htm
Lung
cancer epidemic from DU has begun
in US, Dr. James Howenstine, http://www.newswithviews.com/Howenstine/james43.htm
Depleted
Uranium – US Lung Cancer Rates Soar, Karl
W B Schwarz, http://www.rense.com
[4]
"Did the use of Uranium weapons in Gulf War 2 result in
contamination of Europe? Evidence from the measurements of the Atomic Weapons
Establishment (AWE), Aldermaston, Berkshire, UK" -
Chris Busby and Saoirse Morgan
http://www.llrc.org/aldermastrept.pdf
[5] URANIUM and PLUTONIUM aren’t chocolate, M.E. André. http://users.skynet.be/mauriceandre/
[6]
Le
bombardement du cytoplasme peut induire des mutations de l'ADN
nucléaire, Charles Day. http://www.raraf.org/sites/larech.htm
Les rayonnements, l‘Adn et la cellule,
Clefs CEA, printemps 2000. In http://www.cea.fr/fr/Publications/clefs2.asp?id=43
The
effects of nuclear weapons, S. Glasstone, J. Dolan, 1957. Vedere
capitolo “Internal hazard”
http://www.princeton.edu/~globsec/publications/effects/effects12.pdf