POLIGONO TEULADA, MORTI SOSPETTE, LA PROCURA INDAGA – RAI SARDEGNA

 

(AGI) – Cagliari, 27 set. – S’indaga per omicidio colposo sul poligono di Capo Teulada (Cagliari). La procura di Cagliari ha aperto un fascicolo e sta acquisendo tutta la documentazione necessaria, nel tentativo di fare chiarezza su eventuali danni alla salute provocati dalle esercitazioni militari che si svolgono nella base militare, di cui di recente il ministro della Difesa Mario Mauro ha ribadito la strategicita’ per la possibilita’ – unica in Italia – di effettuare attivita’ congiunte di Marina, Esercito e Aeronautica.L’inchiesta scaturisce dalla vicenda del caporalmaggiore Manolo Pinna, morto nel 2009 a 29 anni per un tumore al cervello. Dopo il decesso del militare – che aveva prestato servizio a Teulada dal 2001 al 2002 – era stato presentato un esposto in procura. La richiesta di archiviazione, formulata dal pm, era stata rigettata dal gip Cristina Ornano che aveva disposto ulteriori accertamenti. Di recente nel fascicolo sono confluiti gli esposti presentati da diversi abitanti della zona attorno al poligono e di familiari di militari che hanno dato ulteriore impulso alle indagini.La delicatezza dell’inchiesta della procura di Cagliari sul poligono militare di Capo Teulada, e’ testimoniata anche dalla riposta che ieri il ministero della Difesa ha dato all’interrogazione presentata lo scorso luglio dal deputato sardo Michele Piras (Sel). Il parlamentare chiedeva conto di uno studio effettuato nel 2007 dal Nurc – Nato Undersea Research Center della Spezia – dopo aver scandagliato i fondali del tratto di mare a est della struttura militare. Con risposta scritta, il ministero ha precisato che non e’ possibile rendere pubblico lo studio del Nurc a causa dell’inchiesta, ma ha rassicurato sull’assenza di ordigni bellici. Si legge nella risposta: “Quanto, poi, all’opportunita’ di rendere noti i contenuti della relazione elaborata dal Nurc, ad oggi, non e’ possibile accogliere tale richiesta, in quanto la situazione ambientale dei fondali dell’area di mare prospiciente il poligono, e’ oggetto di procedimento penale n. 4804/2012 della Procura della Repubblica presso il tribunale di Cagliari, nell’ambito del quale e’ stato notificato al competente Comando Militare Autonomo della Sardegna (Comiles) un decreto di esibizione di documentazione originale (articolo 256 del codice di procedura penale). E’ il caso di sottolineare, inoltre, che il documento, originato da una Autorita’ internazionale, e’ di carattere ‘RISERVATO’ e, pertanto, in ottemperanza alla normativa vigente, gli atti in originale potranno essere consegnati all’Autorita’ giudiziaria procedente, solo dopo aver acquisito il nulla osta da parte dei competenti organi della Nato. In particolare, dall’attivita’ espletata dal Nurc e’ emerso che nell’area denominata ‘verde’, tutti gli oggetti individuati non sono stati associati ad ordigni bellici, mentre nell’area denominata ‘rossa’ non e’ stato possibile – come gia’ detto – effettuare rilevamenti similari a causa della presenza di bassi fondali e rocce sporgenti”

 

 

Se ti è piaciuto condividilo!

Lascia un commento

4 × 3 =