SANZIONE DISCIPLINARE DI CORPO E VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI TERZIETA’

Il Tribunale Amministrativo accoglie il ricorso e annulla il provvedimento

sentenzaallegata

“Ritiene, cioè, il Collegio, conformemente al più recente orientamento giurisprudenziale in materia, che “va ravvisata la violazione dell’art. 97, primo comma, della Costituzione, quando l’Autorità che abbia irrogato la sanzione disciplinare coincida con il soggetto che sia stato leso dal comportamento del dipendente ed abbia contestato gli addebiti. In tal caso, non si può ritenere rispettato il principio di terzietà e di obiettività dell’azione amministrativa; l’espressa attribuzione della competenza al superiore non impedisce che la sanzione venga irrogata da altro soggetto appartenente al medesimo ufficio dall’autorità superiore (Consiglio Stato, Sez. II, 25 febbraio 2020, n. 1654; Consiglio Stato, Sez., 111, 26 settembre 2019, n. 6460; V1, 2 agosto 2006, n. 4722).
Tali principi devono essere ribaditi anche con riferimento alle sanzioni disciplinari cd. di corpo, atteso che il principio di imparzialità, sancito dall’art. 97 Cost., di cui l’obbligo di astensione, tipizzato, tra l’altro, dall’art. 51 c.p.c, e dall’art. 6 bis della legge n. 214/90 rappresenta un corollario, assume portata generale, sicché le ipotesi di astensione obbligatoria non sono tassative, e come tali da interpretarsi restrittivamente, ma piuttosto esemplificative di circostanze che mutuano I ‘attitudine a generare il dovere di astensione direttamente dal superiore principio di imparzialità, che ha carattere immediatamente e direttamente precettivo (Consiglio Stato, Sez. VI, 24 luglio 2019, n. 5239; Consiglio di Stato, Sez. II, 21 ottobre 2019 n, 71 13).
Ciò premesso, è evidente che, nel caso in esame, il Comandante di reparto avrebbe dovuto astenersi dall’esercizio della potestà disciplinare essendo egli stesso il diretto destinatario delle espressioni sanzionate. Per quanto rilevato, e prescindendo dall’esame degli ulteriori motivi di censura, il ricorso si rivela fondato e va accolto.
E’ quanto ci comunica l’avv. Tartaglia che ha seguito il caso
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