SEGUITO DELL’AUDIZIONE DEL DOTTOR PAOLO PASQUINELLI UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

dal resoconto

Dott. Pasquinelli :

“Ho fatto questa slide perché vediate quanti posti sono stati da me visitati sotto il mandato del COI e del CISAM per fare delle verifiche ambientali che riguardavano gli aspetti degradanti o degradabili della situazione del Kosovo.
Questa è la slide che ho presentato la volta scorsa, ma, per far ben capire qual è l’ampiezza delle zone dove sono stato, che sono state registrate puntualmente da organismi effettivi NATO, vi mostro proprio la cartina con i punti. Potete ben vedere la vastità della zona kosovara, di cui ci siamo interessati, come CISAM, anche dal punto di vista radiologico, che non mi riguardava personalmente, anche se molti aspetti li ho curati in assenza di colleghi che erano impegnati in altre parti. Ho fatto principalmente indagini e ricerche di tipo biologico-ambientale che riguardavano soprattutto l’aria e l’acqua.
Ora vi faccio vedere come dall’aspetto geografico sia possibile notare che la zona del Kosovo, nel suo completo aspetto geografico, è circa una volta e mezzo, o quasi due, la Toscana. La parte che riguarda gli insediamenti controllati dal contingente italiano è proprio quella che vi sto mostrando. I punti di visibilità blu sono le mie indagini sulla parte acquifera, gli asterischi di tipo giallo sono la parte aerea.
Questa mappa è stata sviluppata dalla NATO ed è un documento non riservato, che quindi posso mostrare, perché tutti questi punti sono stati tratti dalle mie esperienze e dalle mie visite. Vi mostro, quindi, quanta zona del Kosovo fosse stata da me monitorata su questi due aspetti. Uno riguarda le acque e, quindi, la batteriologia delle acque, l’inquinamento complessivo delle acque, i metalli pesanti e non pesanti delle acque, anche i metalli tossici. L’altro, soprattutto, concerne l’aria. Come ho mostrato la volta scorsa, riguardava la parte del pulviscolo atmosferico, quindi tutta la parte di sospensione e risospensione dell’aria. Oltre ai metalli pesanti e ai metalli tossici, c’era anche la parte che riguardava gli aspetti delle polveri sottili e non sottili.
Le mie erano indagini di polveri totali, perché in alcune zone, come ho detto la volta scorsa, c’erano due grandi fattori di rischio. Uno era Obilic, una grande centrale a lignite che riforniva praticamente il Kosovo e anche altre zone dell’ex Jugoslavia e della Serbia. L’altro, invece, era Mitrovica, nella parte alta della slide, dove c’erano una delle più grandi miniere estrattive di metalli dei Balcani e due industrie siderurgiche che trasformavano i metalli in prodotti lavorati, in prodotti finiti.
Su queste due zone c’era un grande impegno di tipo ambientale per quanto riguardava sia le polveri, sia il piombo,come vi ho fatto vedere la volta scorsa. Leggendo, oltre che qualitativamente, anche quantitativamente – se vi ricordate, vi ho fornito i numeri – c’erano delle situazioni talvolta critiche e che talvolta superavano i limiti consentiti dalle leggi italiane. Pur essendo in Kosovo, infatti, le leggi di riferimento erano quelle italiane.”

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