SEGUITO DELL’AUDIZIONE DELLA PRESIDENTE DEL COMITATO DI VERIFICA DELLE CAUSE DI SERVIZIO DEL MEF, FAUSTA DI GRAZIA

PRESIDENTE………………………………………………………..inizierei riprendendo le cose che ci siamo detti in occasione dell’ultimo incontro, formulandole in maniera più puntuale alcune domande.

  • Può fornire gentilmente dati aggiornati rispetto a quelli forniti in precedenza (numero dei casi pendenti, delle istanze di riconoscimento della causalità pervenute, numero delle valutazioni positive e negative, tempistica delle riunioni del Comitato o delle sezioni)?
    Le risulta una differenza dei criteri utilizzati per il riconoscimento dell’equo indennizzo rispetto a quelli utilizzati per il riconoscimento di inabilità inferiori al minimo indennizzabile,che tuttavia danno diritto alla maggiorazione per causa di servizio della pensione di vecchiaia, definita pensione privilegiata ordinaria, o di anzianità?
  •       Abbiamo in proposito dei dati ufficiali e completi?
    Le risulta che gli equi indennizzi riconosciuti siano pochissimi, mentre sarebbe elevato il numero di riconoscimenti di inabilità inferiori al minimo indennizzabile?
  • La differente incidenza numerica delle piccole inabilità è sufficiente a giustificare la sproporzione? Può farci avere i dati completi, relativi all’ultimo quinquennio, distinti per le due diverse fattispecie?

Potremmo partire da questa prima tranche. Grazie.

  FAUSTA DI GRAZIA, Presidente del Comitato di verifica delle cause di servizio del MEF. Sì, dunque, riguardo alla domanda sui dati aggiornati rispetto a quelli forniti in precedenza, che poi controlleremo tutti con più attenzione fornendovi eventuali variazioni la prossima settimana, a me risulta che nei tre mesi e venti giorni di lavoro, cioè 110 giorni, dal mio insediamento, abbiamo fatto 158 adunanze per una media di 11 adunanze a settimana.
Si fa presente che nell’ultima settimana sono state programmate 16 adunanze, nelle quali saranno discusse circa 750 richieste di parere, in aderenza alla previsione fatta nel corso della scorsa audizione, per evadere l’arretrato entro fine anno, arretrato che, come ho detto la volta precedente, è dovuto alla sospensione di otto mesi per la nomina del nuovo Comitato.
Per quanto attiene le pratiche dei soggetti equiparati alle vittime del dovere, dati che però vorrei confrontare meglio, dal 23/12 ad oggi per i soggetti equiparati alle vittime del dovere noi abbiamo avuto negative 41 risposte, la riconducibilità alle particolari condizioni ambientali e operative 35, istanze di riesame delle amministrazioni 6, non luogo a deliberare 2, riconducibilità alle particolari condizioni ambientali e operative quindi 41 negative, positive 59. Riconducibilità alle particolari condizioni ambientali e operative Riesame 2, totale complessivo dei soggetti equiparati 102, a cui si dovrebbero aggiungere i 130 di cui parlavo precedentemente, dato che però vorrei controllare, quindi dovrebbero essere 232 risposte per gli equiparati.
Per quanto riguarda la sua seconda domanda in merito all’eventuale differenza dei criteri, che è una domanda composta da più punti, i riconoscimenti dell’equo indennizzo e il resto non sono di nostra competenza, infatti con la novella del 2001 e la legge a cui facciamo riferimento il procedimento della dipendenza da causa di servizio non è più incardinato sui benefici, cioè equo indennizzo e pensioni privilegiate, bensì sulla mera dipendenza.
Ciò posto, le valutazioni dei nostri giudizi prescindono dal beneficio ad essi correlati o finalizzati, peraltro di competenza delle rispettive amministrazioni. L’equo indennizzo è competenza della pubblica amministrazione come la pensione privilegiata. Il Comitato da me presieduto è chiamato ad esprimersi sulla riconducibilità ad attività lavorativa delle cause produttive di infermità o lesioni in relazione a fatti di servizio, e al rapporto causale tra i fatti, l’infermità e la lesione, pertanto il parere che emettiamo è sulla dipendenza o meno, al di là dei profili delle provvidenze, che ai fini della nostra indagine non rilevano in alcun modo.
In realtà sono sempre meno le richieste di pendenze ai fini di pensione privilegiata, se non addirittura residuali, infatti il Regolamento vigente all’articolo 12 ha introdotto il principio dell’unicità di accertamento, che fa sì che il parere dato dal Comitato sia definitivo in sede di pensione privilegiata e di equo indennizzo, ma il profilo della pensione privilegiata ci riguardaPag. 6solo marginalmente, nei casi in cui i soggetti richiedano la dipendenza dopo il collocamento a riposo.
Solo in tal caso il Comitato, sulla base del processo verbale redatto dalla proposta Commissione, può venire a conoscenza se la domanda inoltrata anche ai fini di pensione privilegiata. Una volta avvenuto il riconoscimento in attività di servizio, l’aspetto di conferma della patologia ai fini della pensione è competenza delle Commissioni mediche ospedaliere.
Non rilevando più il nesso definitivamente accertato se la patologia sia ascrivibile ad una categoria utile alla pensione, per quanto riguarda la categoria ancora meno può farsi una differenza se si considera che alcune infermità a livello iniziale hanno un’ascrivibilità iniziale minima, che potrebbe nel tempo portare addirittura all’exitus e divenire una prima categoria, 100 per cento di invalidità. Una lieve ipertensione in buon trattamento farmacologico, se non dà una classificabilità, ma al massimo una tabella B, nel tempo può degenerare in una cardiopatia ipertensiva e conseguentemente in un infarto letale.
Lo stesso ragionamento può farsi per molte altre patologie degenerative, le cui domande sono presentate allo stato iniziale, che stabilizzate costituiscono pur sempre una patologia.
Per quanto attiene ai punti b), c), d), e) della sua seconda domanda, le risposte sono già incluse nella prima: i benefici non sono di competenza del Comitato e pertanto non possiamo disporre dei dati richiesti. Un’eventuale richiesta di questo genere deve essere rivolta alle singole amministrazioni.

resoconto

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