Sfratti: fuori Sottoufficiali ASI agli Ufficiali!

Come volevasi dimostrare: dopo gli sfratti coatti decisi per i militari arriva la notizia sconcertante: a diversi Ufficiali interessati allo sfratto è stato trasformato l’alloggio da AST in ASI, autorizzandoli così a permanere nell’alloggio; per i Sottufficiali, considerata la loro poca coesione, prima le illusioni e poi sarà avviato lo sfratto esecutivo che li vedrà costretti all’impugnativa. Altro aspetto che merita chiarezza sono le costanti e crescenti “cooperative” che nascono sul territorio nazionale con in comune una cabina di regia condotta, a quanto ci viene riferito, da militari più o meno vicini a politici che, in questi 5 anni, ci hanno fatto rimpiangere periodi che avevamo definito catastrofici. Terminata la raccolta d’informazione sarà posta all’attenzione del Direttivo, la necessità di segnalare tutto agli organi giudiziari e verificare la regolarità dei movimenti avvenuti immediatamente dopo le notifiche di sfratti. Intanto è iniziata a pieno regime la campagna elettorale tra i militari che, dopo questa esperienza, certamente rifletteranno molto sulle promesse che vengono da vecchi politicanti conservatori di un sistema che si credeva morto. Stiamo assistendo anche ad una patetica commedia messa in atto da alcuni burocrati che, se da una parte sembrano mostrare sensibilità verso il problema, sono tra i primi protagonisti a voler illegittimamente cacciare il personale dalle case senza però riuscire a garantire il presupposto dell’azione: il diritto alla casa a tutto il personale che ne avrebbe diritto. A dimostrazione di quanto sostenuto esistono delle situazioni che saranno rappresentate agli organi competenti perché degni di considerazione: a seguito dei lavori per la realizzazione della linea ad alta velocità, il consorzio TAV aveva proposto alla Difesa, oltre alla realizzazione di tutti gli alloggi destinati all’abbattimento (cosa già fatta ed i colleghi già vi abitano), la costruzione di 75 alloggi di cui 35 destinati alla Difesa. Inspiegabilmente l’Amministrazione ha rifiutato la proposta e tanto sembra illogico perché delle due l’una: o la Difesa non necessita di alloggi per il personale e quindi non si spiegano gli sfratti, o la proposta andava accettata. In tutto questo abbiamo assistito ad una inerzia della Rappresentanza Militare che al contrario pare che abbia avallato la decisione di procedere agli sfratti. Sulla legittimità di tali azioni l’Osservatorio chiederà il vaglio degli organi competenti. Chi scrive ritiene che bisognerebbe garantire l’alloggio a tutti ma per fare questo bisogna cambiare sistema. Non condividiamo dunque l’azione di quel Sottosegretario eletto in Toscana che ha dato forte spinta all’azione di recupero degli alloggi da troppi militari avversata. Il loro dissenso si peserà in termini di voti. Ci giungono da più parti notizie sconcertanti in ordine alla gestione degli alloggi ma prima di esporre pubblicamente quanto ci è stato segnalato valuteremo attentamente la fondatezza di tali notizie che se vere, richiederanno l’intervento della Magistratura. Ma quello che salta agli occhi è la nascita di numerose cooperative di militari, gestite (da dietro le quinte) da alti Ufficiali e (si spera) da ormai ex Sottosegretari. Mancano solo pochi giorni ad una scadenza elettorale che, a mio personale parere, non vedrà nè vinti nè vincitori ma che sancirà la necessità di una nascita di nuovi soggetti che sapranno dare risposte e riferimenti ben più chiari e determinati di quanto questa politica offre ora. Il punto debole del sistema resta la fragilità del rapporto tra il personale che, affascinato da canti di sirene, si sfalda proprio nei momenti cruciali che richiederebbero maggiore coesione. Tra i colleghi ancora esiste l’utopia di un Partito (più o meno esistente) disposto a “regalare” seggi parlamentari in nome di una rappresentatività ad una categoria che non esiste in termini di coesione, dove l’esposizione di un soggetto rappresenta un punto d’attacco del collega e non un riferimento, dove l’appoggio è importante per raggiungere il primo gradino senza accorgersi che la scala da salire è lunga e quello percorso è solo il primo dei gradini. I Partiti nascono con la conquista della base, i consigli di quartieri, comunali provinciali e regionali rappresentano le fondamenta per la rappresentatività, le promesse di Partiti di Militari o Partiti che vogliono farsi portatori di una rappresentatività sono solo suoni di sirene temporanei, da far ascoltare un mese prima dalla consegna delle liste e spegnerle il giorno prima tra le cocenti delusioni di chi, come noi militari, crede ancora nel valore di un impegno preso con la stretta di mano. Certo ricorderete di quanto abbiamo criticato il comportamento di Deputati di questo o quel colore politico quando abbiamo affrontato il riordino, la vendita degli alloggi, l’impiego e le funzioni, la concertazione o la contrattazione (che non sono neanche riconosciute); bene, ora è il momento di ricordarci solo di quelle cose, andare a spulciare nel passato e controllare chi e come ci ha sostenuto o ci ha ostacolato, scevri da condizionamenti politici ma spinti solo dall’orgoglio che dovrebbe contraddistinguerci. Questo è quello che farà l’Osservatorio e, dalle prossime comunicazioni, inizieremo a fare delle pagelle ai protagonisti della vita politica militare degli ultimi 5 anni e, insieme, faremo in modo di passarci la voce dimostrando, una volta tanto, che il nostro orgoglio è più forte delle loro promesse.

Roma, 12 marzo ’06

L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico Leggiero

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