Uranio impoverito, ancora morte tra i militari

Aveva 53 anni il Maresciallo Oronzo De Vincenzo, una persona buona, gentile, disponibile. Militare con grande senso del dovere e di responsabilità, esempio non solo come militare ma come uomo con forte e spiccato senso delle istituzioni. Il “solito” nemico subdolo lo ha portato via agli affetti più cari, ai colleghi agli amici che lo hanno seguito, assistito, accompagnato fino all’ultimo giorno. Oggi i funerali, oggi un nuovo aggiornamento di un conteggio che sembra non aver fine: 310. Proprio così, fino ad oggi e solo in riferimento ad una macabra lista redatta in questi anni dall’Osservatorio Militare che segue il caso (se si facesse un’indagine potrebbero essere molto di più), sono 310 i decessi per oltre 3600 malati che ogni giorno combattono. Tante sono le sentenze ottenute dal legale dell’Osservatorio Militare l’Avv. Angelo Fiore Tartaglia di Roma che, con la solita professionalità, assisteva anche il Maresciallo De Vincenzo. E’ il momento della riflessione e della vicinanza alla famiglia, potrebbe essere il momento per uno scatto d’orgoglio delle istituzioni ed affrontare il problema in modo serio. L’attaccamento all’uniforme del Maresciallo De Vincenzo, l’alto senso del dovere da lui dimostrato durante la lunga ed intensa carriera vissuta appieno sulla gran parte dei teatri operativi che vedono coinvolte le nostre Forze Armate devono rappresentare esempio per tutti gli altri. Kosovo, Afghanistan ed altre missioni sono per i nostri militari missioni di pace e di civiltà. Non esiste un nemico visibile ma solo popoli da pacificare. L’unico vero nemico che fino ad ora ha mietuto vittime è invisibile, non si combatte con le armi ma solo, se lo si vorrà, con la consapevolezza e senso di responsabilità delle nostre istituzioni: il cancro. Quel cancro che da tutto il mondo scientifico è considerato conseguenza dell’esposizione a territori bombardati con armi all’Uranio impoverito.