Uranio impoverito: cassazione risarcimento a doppio binario

Sentenza storica quella della Cassazione pubblicata il 6 maggio scorso in merito alla giurisdizione sui procedimenti riferiti ai risarcimenti per le vittime ed i famigliari dei militari uccisi o gravemente malati a causa dell’uranio impoverito. E’ stata determinante la discussione del legale dell’Osservatorio Militare Avvocato Angelo Fiore Tartaglia innanzi agli ermellini nell’evidenziare la complessità dell’argomento e le difficoltà che si affrontano in giudizio su cause che non hanno precedenti in Italia e forse al mondo. Sarà il TAR di competenza il riferimento per il militare ma saranno i Tribunali Civili per i danni causati ai famigliari e/o agli eredi delle ormai 312 vittime causate dall’esposizione dei nostri militari a territori contaminati da uranio impoverito e questi famigliari potranno poi agire ulteriormente anche al TAR per ottenere quanto sarebbe spettato al loro congiunto. In pratica la possibilità di avere giustizia a 360 gradi per i diretti interessati e per i suoi famigliari. Sono passati decenni da quando l’Osservatorio denunciò lo scandalo, il mondo ha già agito e tutta la NATO provvede ai suoi soldati proprio sulla base delle 18 sentenze favorevoli ed ottenute dal legale dell’Osservatorio sui casi già giunti a sentenza di primo grado. Certo resta l’amarezza che l’Italia è l’unica nazione al mondo a negare il nesso tra patologie ed esposizione all’uranio, ma questo è un altro argomento che saprà affrontare una classe politica certamente più attenta, preparata e scevra da condizionamenti di settori delle Istituzioni poco inclini ad ammettere responsabilità e legami con interessi extra nazionali. Sono oltre 3600 i militari malati, 312 i decessi ma migliaia i tentativi di fermare o rallentare l’azione testarda dell’Avvocato Tartaglia nelle sedi giudiziarie di tutta Italia. Non abbiamo mai avuto dubbi sull’efficacia, la neutralità e la saggezza della nostra struttura giudiziaria, certo per arrivare al terzo grado ci vuole tempo e questo, purtroppo, i nostri militari non lo hanno avuto. Imbarazzanti infine sono i commenti che si sono letti nelle ore che hanno seguito la pubblicazione della sentenza. Invitiamo le autorità preposte a vigilare ed intervenire sulle eventuali azioni di sciacallaggio che ormai da tempo si stanno registrando.

ROMA 08 maggio 2014
OSSERVATORIO MILITARE
DOMENICO LEGGIERO

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