Uranio impoverito: morto n° 166

CURRARO DOMENICO, 25 anni Aviere scelto dell’Aeronautica Militare è morto nel silenzio e tra l’indifferenza di tutti ieri all’Ospedale Militare del CELIO di Roma.
Proprio nel giorno in cui a Strasburgo l’On. DE GROEN-KOUWENHOVE ELLY, ascoltava quanto il Responsabile dell’Osservatorio per la Difesa riferiva in merito agli ultimi sviluppi sul
caso Uranio Impoverito. Eppure il nuovo dialogo con cui si sta portando avanti la causa instaurato sia con i vertici politici che militari, faceva ben sperare in una situazione diversa, in un assistenza e considerazione per i ragazzi e per le famiglie degna di un Paese occidentale e non di serie “B”. In effetti ad una buona disponibilità a livello centrale, gli Enti periferici rispondono ancora
con indifferenza e paura considerando i malati da uranio impoverito ancora come un problema irrisolto. Le Forze Armate Italiane sono impegnate in vari teatri internazionali e gli uomini di cui ne
fanno parte devono essere rispettati ed assistiti anche se, come la storia ha ormai dimostrato, si ammalano per errori commessi nel passato di sottovalutazione, superficialità politica, ed incapacità al governo del personale da parte di alcuni vertici militari del passato. Domenico Curraro rappresenta il decesso n° 166 e, provocatoriamente, riporteremo solo il numero di quelle morti che, anche se bianche, non sono considerate tali da nessuno. I casi sono arrivati a 2561 e non sappiamo quanto siano realmente tutte le segnalazioni giunte al Ministero della Difesa.
Ci auguriamo che l’ennesimo inutile comitato istituito dal Ministro Parisi due anni fa, che costa oltre 170 milioni di euro, riunitosi solo 2 volte e che non ha prodotto alcun tipo di risultato, venga immediatamente sciolto dal Ministro LA RUSSA che, pragmatico e rispettoso delle Forze Armate, dimostri di avere a cuore il problema e risolverlo nell’interesse di tutti.
L’Osservatorio Militare è, come sempre, pronto a mettere in discussione i 10 anni di ricerca effettuati in merito e lavorare in sinergia per ridare credibilità e forza al personale militare italiano che sa farsi rispettare nel mondo ma che in Italia stenta nel vedersi riconosciuto quelli che sono i diritti fondamentali di chi lavora …anche se con una uniforme.

Roma 09 luglio ’08
Il Responsabile del Comparto Difesa
Domenico Leggiero

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