Uranio impoverito vittima n° 174

E’ abruzzese la vittima n°174 dell’uranio impoverito. Ha sopravvissuto al terremoto ma non è riuscito a vincere l’ultima battaglia con la malattia contratta a causa dell’esposizione all’uranio impoverito. Fabrizio Di Nino era un Sottufficiale dell’Aeronautica Militare nato nel 1977, a 29 anni parte per la prima missione nel Kosovo. Sarà la prima di una lunga serie: Afghanistan e
Iraq gli altri teatri che lo hanno visto protagonista. Un tecnico altamente specializzato, che ha prestato la sua opera in silenzio, con grande abnegazione e passione. Ha contratto un tumore ai polmoni a fine 2007 e nel cancro aveva una quantità di metalli pesanti che quelli di un uomo che ha lavorato 100 anni in fonderia, a confronto, sembrano quelli di un neonato. Nikel
ferro acciaio, bronzo, zirconio, alluminio, rame ed altro ancora in forma e dimensione che non lasciano dubbio: URANIO IMPOVERITO! Una diagnosi che, proprio per l’origine meccanica della sua genesi poteva lasciare qualche scampo infatti, a differenza di una stessa malattia contratta geneticamente da un ragazzo di 27 anni, ha camminato molto lentamente. In due anni ha portato via Fabrizio, la vittima n°174. Era abruzzese Fabrizio, di Piscina, vicino all’Aquila, il terremoto lo ha avvertito, lo ha spaventato ma, per fortuna, non ha aggiunto altre ferite a quelle interiori
che già lo stavano distruggendo. E’ una strage infinita, mentre i ragazzi muoiono e le Istituzioni hanno riconosciuto e provano a rispondere, qualcuno ha il coraggio di parlare ancora
di una nuova inchiesta parlamentare. Ma ora è il momento del silenzio e del dolore, nel rispetto di Fabrizio abbiamo il dovere di rimanere in silenzio davanti al suo cadavere, il cadavere n°174 di un ragazzo ucciso a 30 anni per aver portato la pace lì dove pace ancora non c’è.

Roma 21 aprile ‘09
Il Responsabile del Comparto Difesa
Domenico Leggiero

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