Uranio: Ministero condannato anche in appello in via definitiva “inequivoca certezza”

Un macigno giuridico si abbatte sul Ministero della Difesa. Un macigno che rischia di schiacciare definitivamente ogni tentativo di confondere, nascondere la determinazione di chi ha voluto far luce e dare giustizia ai 317 militari morti e gli oltre 3600 malati causati da una esposizione senza mezzi di protezione in zone bombardate da uranio impoverito. INEQUIVOCA CERTEZZA sul nesso causale tra uranio impoverito e tumori. INEQUIVOCA CERTEZZA sulla consapevolezza dei vertici militari già prima dellimpiego dei militari. Un rischio quindi di cui vi era consapevolezza tra i vertici militari sin dal primo momento in cui il Governo decise d’inviare i nostri militari in zone dove era stato utilizzato armamento all’uranio impoverito anche questo si dice nella sentenza ottenuta dall’Avv. Angelo Fiore Tartaglia dell’Osservatorio Militare in Corte d’Appello a Roma e passata in giudicato. Sono oltre 30 le sentenze ed un discreto numero sono ormai definitive. Non vi è più alcun dubbio per la Magistratura nonostante i militari continuano a negare. D’altra parte risulta imbarazzante l’ostruzionismo del Ministero della Difesa che, in presenza di sentenze esecutive tergiversa e crea altri disagi ai famigliari delle vittime costretti ad ulteriori azioni legali per costringere il Ministero al rispetto delle stesse. “Con questa sentenza si mette una parola fine anche alle numerose commissioni d’inchiesta”,  questo è quanto sostiene Domenico Leggiero Responsabile del Comparto Difesa dell’Osservatorio Militare che aggiunge “una sentenza del genere potrebbe aprire il caso uranio ad aspetti penali di gravissima entità, d’altronde la sentenza è chiara: inequivocabile certezza anche sul fatto che i vertici già sapevano, ancor prima dell’invio del personale che un’esposizione in zone contaminate da proiettili all’uranio impoverito comportava il probabile rischio di ammalarsi e magari morire di cancro”. Nei fatti, questa sentenza storica contribuisce a far luce su una vicenda tra le più oscure degli ultimi decenni. Certo il Ministero della Difesa, notoriamente scevro da ogni potere politico, continua a fare ostruzionismo non solo nella ricerca della verità ma anche nell’ottemperare alle sentenze che, seppur dirompenti nelle motivazioni e dure nelle condanne, vengono volutamente ignorate in segno di sfida alle vittime, agli italiani alla politica che, ancora una volta, si dimostra forte con i deboli e debole con il potere forte dei militari. Per far rispettare le sentenze si deve spesso ricorrere a ricorsi per l’ottemperanza con tutte le conseguenti spese per la collettività. Certo, anche questi affronti, sono il segno evidente di un sistema che ha urgente bisogno di essere rivisto.

ROMA 26 maggio 2015
OSSERVATORIO MILITARE
DOMENICO LEGGIERO