URANIO SENTENZA CHIARA: ANCHE I POLIGONI SONO CONTAMINATI

COMUNICATO STAMPA

URANIO SENTENZA CHIARA: ANCHE I POLIGONI SONO CONTAMINATI

La sentenza del TAR Emilia Romagna pronunciata ieri, non lascia scampo ad interpretazioni e supera anche le inerzie ed i dubbi sollevati dal Governo. L’Avvocato dell’Osservatorio Militare, Angelo Fiore Tartaglia non ha dubbi “la sentenza non si presta ad equivoci e mette in chiara relazione il rapporto tra patologia ed esposizione a territori contaminati”. Questa volta però non è la “solita” leucemia oppure un devastante cancro, si tratta di Sclerosi Multipla, finalmente, come in tutto il mondo, anche in Italia questa patologia viene collegata all’esposizione a territori contaminati si da uranio impoverito ma anche da polveri da inquinamento bellico. Quelle polveri o quell’inquinamento riscontrato anche sui poligoni nazionali. Il giudice non lascia dubbi ad interpretazioni “il militare ha operato con continuità anche su poligoni contaminati come quello di Perdas de Fogu in Sardegna”. Proprio quei poligoni che la scorsa settimana sono stati oggetto dell’indagine della Commissione Parlamentare d’inchiesta, proprio quei poligoni che già tanti dubbi avevano sollevato in passato ma che, in sede di discussione processuale, l’Avvocato Tartaglia ne ha sapientemente evidenziato gli elementi e le caratteristiche alla base delle cause delle patologie dei militari e dei civili che vi hanno operato. Lascia basiti non solo l’indifferenza del Governo ma anche l’irriguardoso comportamento del Ministero della Difesa che sembra “obbligare” l’Avvocatura dello Stato ad opporsi non a sentenze ma ad una ormai cristallizzata verità che che solo i Generali continuano a negare. Potrebbe essere questo il punto di svolta se solo si prendesse coscienza della verità e si potrebbero evitare ulteriori sofferenze, umiliazioni e lotte per arrivare alla giustizia. In uno Stato degno del rispetto dei propri uomini probabilmente la questione sarebbe già stata risolta. Ai malati, ai famigliari delle vittime non interessano i colpevoli, loro sono in cerca solo di quella giustizia che renda onore al servizio svolto ed al sacrificio profuso da un profondo rispetto dell’Italia, quell’Italia che, attraverso il suo Governo, dovrebbe avvertire ora quel senso del dovere e di rispetto che è costata la vita a 339 militari ed ha gettato nella sofferenza e nella paura quasi 4000 famiglie.

Roma 12 ottobre 2016

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