[REQ_ERR: 403] [KTrafficClient] Something is wrong. Enable debug mode to see the reason. MISSIONE IN BOSNIA-ERZEGOVINA E NEL KOSOVO (2) – Osservatorio Militare

MISSIONE IN BOSNIA-ERZEGOVINA E NEL KOSOVO (2)

  • Audizione del Comandante del Contingente italiano della Kosovo Force (KFOR), generale di Brigata Claudio Mora (Presso la sede dell’Aeroporto militare italiano «Amiko» a Dakovica, in Kosovo)
  • Audizione della responsabile del progetto di assistenza tecnica, riqualificazione e formazione professionale in ambito clinico, tecnico e manageriale per l’Ospedale di Pec (Kosovo) promosso dalla Regione Veneto (Presso la sede dell’Aeroporto militare italiano «amiko» a Dakovica, in Kosovo).Interviene la dottoressa Antonella Beltrame, responsabile del progetto di assistenza tecnica, riqualificazione e formazione professionale in ambito clinico, tecnico e manageriale per l’Ospedale di Pec (Kosovo) promosso dalla Regione Veneto, accompagnata dal dottor Alfonso Recordare, medico chirurgo operante nel quadro del predetto progetto

MORA. I controlli vengono eseguiti esclusivamente da personale specializzato, che quando svolge questo tipo di attivita` indossa i sopravestiti specifici, i guanti e tutto quanto e` necessario per la verifica ambientale. Abbiamo un campione di tale equipaggiamento che vi possiamo mostrare, utilizzato nell’ultima verifica effettuata. Non presenta alcun rischio, e` chiuso in una busta di cellophane: c’e` tutto quello che il Comandante del plotone NBC, che materialmente si occupa di queste attivita`, ha impiegato il 12 novembre scorso. Comunque le verifiche vengono svolte solamente dall’unita` NBC, con tutte le dovute precauzioni, indossando gli indumenti e le protezioni previste.

PRESIDENTE. Questo tipo di protezione e` stato usato sempre, oppure solo da un certo periodo in poi?

MORA. In queste situazioni si muove sempre la squadra ricognizione dell’unita` NBC, che opera a bordo di veicoli specializzati, di cui ora disponiamo. Nel 1999 non erano ancora in dotazione, quindi ci si muoveva con l’equipaggiamento individuale di protezione indossato. Tutte le attivita` di verifica, ancorche´ non ci sia certezza della presenza di determinate sostanze, vengono effettuate indossando tutti gli indumenti di protezione, compresi i sovracalzari. Lei ha potuto vedere prima un’immagine del plotone tedesco che collaborava con la Protezione civile del Kosovo: indossavano tutto l’equipaggiamento previsto. La stessa cosa puo` dirsi per le unita` italiane.

……………………………………

MALABARBA (Misto-RC). Mi associo, per brevita`, alle parole del Presidente sulle finalita` della Commissione, che sono innanzitutto a tutela dei nostri militari. Signor Comandante, avrei alcune domande da porle, magari una alla volta per evitare che debba prendere appunti.

In primo luogo, una curiosita` rispetto a quanto da lei esposto nel briefing:

perche´ sono state colpite alcune zone risultate poi cosı` impervie da non poter essere raggiunte? Si ha qualche idea al riguardo?

MORA. No, sinceramente bisognerebbe essere dalla parte di chi ha fatto la scelta degli obiettivi, quindi l’operazione di targeting, la pianificazione delle missioni e dell’armamento da impiegare. Questo adesso e` difficile. Forse c’erano truppe, forse c’erano equipaggiamenti, forse ha sbagliato il pilota: le possibilita` sono diverse.

MALABARBA (Misto-RC). Un’altra domanda.

Lei ci ha mostrato come si rilevano i valori della contaminazione radiologica. Come viene monitorato, invece, il materiale chimico o di presunta contaminazione chimica?

MORA. Con strumenti specifici che sono in dotazione all’unita` NBC. L’unita` NBC e` in grado di coprire tutta la gamma di rischio sul piano della ricerca e della verifica.

MALABARBA (Misto-RC).

Puo` fare qualche esempio di questi strumenti?

MORA. Non sono specificamente preparato sul punto, pero` il sottotenente Antonio Valente potra` illustrare alcuni aspetti particolari di come avviene la verifica NBC. VALENTE. La verifica NBC segue le stesse modalita` delle varie verifiche. Naturalmente gli strumenti sono diversi, ad esempio c’e` un TOXY RAE che va opportunamente acceso e rileva le eventuali sostanze tossiche, che comunque sono state preventivamente caricate all’interno dello strumento. MORA. Negli ultimi tre anni e` stato introdotto in servizio un veicolo della VBR francese dotato di bracci mobili esterni che consentono agli operatori di effettuare le verifiche addirittura restando a bordo. Qualora il posto non sia raggiungibile con questo mezzo, che e` una specie di grande blindo a ruote, l’operatore deve scendere; in quel caso indossa la tuta di protezione e tutto quello che deve indossare e ha con se´ cassette di attrezzi e apparecchiature specifiche per i rilevamenti chimici, o eventualmente anche biologici qualora il problema sia di tale natura.

MALABARBA (Misto-RC).

Quindi parliamo soprattutto di aggressione con strumentazione chimica che potrebbe essere offensiva?

MORA. Per «aggressivo chimico» si intende tutto quello che puo` creare danno dal punto di vista chimico. E` un elemento specifico all’ambiente militare, ma ci sono molte sostanze tossiche che possono essere altrettanto dannose; si tratta solamente di avere in dotazione i rilevatori necessari per individuarle. L’operatore, comunque, e` sempre nella massima sicurezza, perche´ ora puo` addirittura effettuare la verifica a bordo di un mezzo che, tra l’altro, e` dotato di impianti di filtraggio; quindi potrebbe vivere autonomamente per qualche tempo anche in un ambiente profondamente contaminato sia chimicamente che radiologicamente.

MALABARBA (Misto-RC). Le pongo alcune domande che le ho gia` rivolto nel corso della giornata affinche´ rimangano agli atti. Mi perdoni per queste ripetizioni.

Lei ha detto che i militari italiani non mai stati nelle condizioni di essere contaminati da aerosol sprigionato, ad esempio, dall’impatto di munizionamento all’uranio impoverito. Sulla base di quali valutazioni giunge a questa conclusione?

MORA. Durante le azioni di fuoco noi non eravamo in Kosovo, quindi difficilmente potevamo essere contaminati.

MALABARBA (Misto-RC). Pero`, dopo che questi munizionamenti sono stati trovati ci puo` essere stata una vicinanza maggiore.

MORA. Mi spiego meglio, perche´ posso essere stato impreciso. Nessun militare italiano era sugli obiettivi. L’aerosol si sprigiona sull’obiettivo, sul quale eventualmente c’erano i militari serbi, quindi nessun militare italiano puo` avere avuto problemi, giacche´ l’aerosol si determina all’impatto del proiettile.

resoconto stenografico

 

Se ti è piaciuto condividilo!

Lascia un commento

due + venti =